Già sanno che dovranno portarsi qualche dose supplementare di cibo e scorte d'acqua in più perché la corsa potrebbe durare più a lungo delle medie precedenti, partono tutti un po' nervosi per via delle scelte del comitato organizzatore che ha di fatto stravolto la classifica della prima manche ma ormai il tempo delle polemiche si chiude, si torna a navigare e stavolta c'è di mezzo un oceano.
I Mini, le barche-missile
Sono tutti pronti per il grande salto dalle Canarie ai Caraibi venerdì 29 ottobre alle 16 gli 87 concorrenti ancora in gara nella 23° edizione della Mini Transat EuroChef con un numero di partecipanti record. Con le loro piccole barche-missile, i Mini, lunghi sei metri e mezzo, lasciano Santa Cruz de La Palma per raggiungere Saint-François, in Guadalupa, un totale di 2.700 miglia che scavalcano l'oceano Atlantico. Le condizioni costringeranno molti concorrenti a scendere molto a sud per trovare alisei consistenti, con importanti scelte strategiche fin dall'inizio per districarsi dalle Isole Canarie.
"Non sarà solo un po' più lungo del previsto, ma anche e soprattutto un po' più strategico di quanto potessimo immaginare", spiega Louis Mayaud uno dei concorrentiche non nasconde la sua apprensione alla vigilia della partenza: "Sono più ansioso per il via di questa seconda fase del giorno stesso della partenza. Durante la prima tappa siamo rimasti abbastanza vicini alle coste tra Francia, Spagna e Portogallo, zone che conosciamo, ora la gran parte di noi va verso qualcosa di totalmente sconosciuto".
Venti deboli e impetuosi nel giro di poche miglia
Riuscire ad arrivare fino in fondo è la scommessa della maggior parte dei velisti solitari in gara e il compito non si preannuncia così semplice, però, colpa dei venti deboli della zona (la partenza dovrebbe essere data in un settore nord-orientale con portata compresa tra i 5 e i 10 nodi), ma anche venti impetuosi, in particolare quelli generati dall'isola di Tenerife e dal suo famoso Teide che culmina a 3.715 metri sul livello del mare. "Questi possono estendersi per oltre 60 miglia. Ci saranno quindi delle vere e proprie scelte strategiche da compiere sin dall'inizio della gara" nota Christian Dumard, consulente meteo della manifestazione.
Ripartono anche i sette velisti italiani
Resistono e ripartono anche i sette i velisti italiani - Alberto Riva, Giammarco "Mambo" Sardi, Giovanni Mengucci, Francesco Renella, Massimo Vatteroni, Luca Del Zozzo e Matteo Sericano - che hanno partecipato e concluso la prima tappa, anche se con qualche malumore. La prima tappa dal porto di Sables D'Olonne alla Canarie è stata, infatti, ampiamente contestata da buona dei parte dei concorrenti che hanno accusato la direzione di regata di avere gestito in modo approssimativo l'arrivo di una forte perturbazione vicino alle coste della Spagna invitando di fatto i concorrenti a trovar riparo al più presto nei porti vicini.
La quasi totalità dei partecipanti alla regata si è fermata, come ha fatto, ad esempio, l'italiano Alberto Riva, che era in testa alla flotta al momento dello stop "fortemente raccomandato" dal comitato di regata. Tuttavia la corsa non è stata sospesa ufficialmente e il tedesco Melwin Fink e l'austriaco Christian Kargl non hanno ascoltato la raccomandazione alla prudenza e hanno proseguito, vincendo con un grande vantaggio la prima tappa. Dopo un lungo silenzio, il 20 ottobre scorso il comitato di regata ha respinto la richiesta di annullamento della classifica ma ha concesso una sorta di risarcimento agli skipper che si erano fermati. Inizialmente accordando a tutti loro 24 ore da detrarre dai loro tempi di gara, poi, in una successiva decisione, rimodulando l'abbuono per alcuni partecipanti.
La classifica modificata
Le posizioni del podio della prima tappa sono state quindi leggermente modificate rispetto all'arrivo: Melwin Fink mantiene il primo posto con un vantaggio di 1 ora e 52 minuti su Hugo Dhallenne (979 - YC Saint Lunaire), ora secondo, mentre Alberto Riva sale dal dodicesimo all'undicesimo posto. Trattandosi di una regata dove il vincitore si decreta con la somma dei tempi tra prima e seconda tappa, assegnare 24 ore, indiscriminatamente a quasi tutta la flotta, non ripristina la situazione che c'era prima del caos dovuto agli stop in porto.
"Le procedure non sono state corrette", commenta Alberto Riva, "non c'è stata data udienza dalla Direzione, né la possibilità di parlare con nessuno. Una volta che è stato ammesso che c'è stato un errore da parte della direzione, per quanto mi riguarda la tappa doveva essere annullata".
E ancora il navigatore milanese: "L'unica cosa che ci manca è farci l'Atlantico di bolina, pensavo mentre navigavo dalle Coste del Portogallo alle Canarie, dopo che la prima tappa era sostanzialmente andata in malora, dopo due anni di progetto in tempi di Covid e il vulcano di La Palma che erutta... Ora sembra proprio che ci faremo un po' di Atlantico di bolina! C'è infatti una depressione molto bassa che va a "schiacciare" sopra di noi l'Anticiclone delle Azzorre. Questo significa che l'aliseo alto è molto debole e che la partenza sarà con pochissimo vento. I casi sono due: o si va a Sud a cercare l'Aliseo profondo, che è la strada più lunga, o potrebbe aver senso fare una rotta molto a Nord per sfruttare questa depressione con il suo fronte freddo e in questo modo fare appunto un bel pezzo di bolina. Vedremo. Comunque sia, il mio obiettivo è fare podio, come sempre, e per quanto mi riguarda è la seconda tappa è la vera Mini Transat".