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Football americano, cadono le grandi. "La colpa è di Tinder"

(reuters)
Secondo il New York Times la app di incontri sarebbe diffusa tra i giocatori dell'Nfl, che ne farebbero uso con regolarità in trasferta. Un'ipotesi che in passato era stata avanzata anche per la Nba
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Lo sport celebrato in Ogni maledetta domenica di Oliver Stone è stato stravolto dalle app di incontri galanti? Quattro anni dopo la Nba, adesso si parla di "tinderizzazione" del football americano, dal nome di una delle app di incontri più famose, Tinder. Nel campionato Nfl le grandi perdono ripetutamente, gli 'underdog', gli sfavoriti, inanellano vittorie. I Tampa Bay Buccaneers dell'icona Tom Brady hanno perso contro i New Orleans decimati dagli infortuni che a loro volta hanno poi perso contro gli Atlanta Falcons. I Patriots e i Chiefs ne hanno vinte 5 e perse 4. Gli Steelers sono 5-3, i Colts 4-5, i 49ers 3-5.

Ogni giornata riserva almeno una sorpresa. E le squadre in trasferta sembrano trovarsi più a loro agio. I New York Giants, una delle franchigie che ogni anno partono con grandi ambizioni e poi finiscono nell'anonimato, battono i Saints in trasferta che a loro volta battono i Buccaneers, mentre i Jets superano i Titans che poi b…

Lo sport celebrato in Ogni maledetta domenica di Oliver Stone è stato stravolto dalle app di incontri galanti? Quattro anni dopo la Nba, adesso si parla di "tinderizzazione" del football americano, dal nome di una delle app di incontri più famose, Tinder. Nel campionato Nfl le grandi perdono ripetutamente, gli 'underdog', gli sfavoriti, inanellano vittorie. I Tampa Bay Buccaneers dell'icona Tom Brady hanno perso contro i New Orleans decimati dagli infortuni che a loro volta hanno poi perso contro gli Atlanta Falcons. I Patriots e i Chiefs ne hanno vinte 5 e perse 4. Gli Steelers sono 5-3, i Colts 4-5, i 49ers 3-5.

Ogni giornata riserva almeno una sorpresa. E le squadre in trasferta sembrano trovarsi più a loro agio. I New York Giants, una delle franchigie che ogni anno partono con grandi ambizioni e poi finiscono nell'anonimato, battono i Saints in trasferta che a loro volta battono i Buccaneers, mentre i Jets superano i Titans che poi battono in trasferta i Rams.

Secondo una curiosa interpretazione del New York Times, alla base di questa strana girandola di risultati, non ci sarebbero solo aspetti tecnici come l'incidenza delle penalità o le infrazioni difensive, che hanno raggiunto un record storico nella lega, ma quelle che vengono definite "distrazioni", qualcosa che ha poco a che fare con yarde e schemi offensivi. Il fattore campo, nota il giornale newyorkese, è praticamente svanito: nel 2021 le squadre in trasferta conducono 58-49. E gli underdog sono diventati i più spietati: ne hanno vinte 36 su 62. Una performance del genere, sostiene il Times, l'anno scorso poteva essere spiegabile con gli stadi vuoti in piena pandemia da Covid, ma non ora.

 

 

Secondo alcuni esperti, che avevano avanzato nel 2017 la stessa ipotesi per la Nba, un fattore potrebbe essere l'incidenza di app per incontri tipo Tinder: gli atleti in trasferta avrebbero la possibilità di "rilassarsi" alla vigilia degli incontri, lontani dalle famiglie, potendo poi contare su un riposo ristoratore e presentarsi in campo in condizioni mentali ideali. I giocatori della Nfl sono mediamente più anziani di quelli della Nba, e forse le trasferte possono provocare un maggiore stress. La teoria su Tinder, spiega il New York Times, "viene presa in considerazione solo in nome del rigore scientifico". Ma il rigore scientifico non sembra aver conquistato gli appassionati, che hanno commentato con ironia.

Quello che sembra sfuggire all'analisi è il fatto la qualità dei match è decisamente peggiorata negli ultimi tempi: tra flags, time out, controlli al var, partite di quattr'ore finiscono per regalare solo pochi minuti di spettacolo e questo potrebbe incidere sulla tenuta delle squadre favorite. In più ci sono molti più infortuni, che praticamente stravolgono l'assetto tecnico. È vero però che Tinder, da anni, è una delle app più popolari tra gli sportivi, tra cui quelli della Nfl.

Nel 2011 il Wall Street Journal scoprì che undici giocatori dei New York Jets avevano un account, e alcune star frequentavano l'app sotto falso nome. Nella Nba l'uso dei primi voli charter per le squadre, intorno a metà anni 90, portò a un'impennata delle vittorie in trasferta, passate dal 33 per cento degli anni 80 al 43 per cento. Gli esperti sostennero che il cambiamento fosse legato al maggior tempo libero da gestire per gli atleti, anche 7-8 ore, tra la riunione tecnica e la partita. Tra le distrazioni per sedare la tensione venne indicato il sesso. E ancora non c'erano Tinder, e, altra piattaforma molto popolare, Instagram.