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Olimpiadi Rio 2016, 30 anni al presidente del comitato organizzatore: "Corruzione per ottenere i voti del Cio"

Carlos Arthur Nuzman, ex n.1 del comitato olimpico brasiliano, condannato con l'accusa di corruzione, organizzazione criminale, riciclaggio di denaro ed evasione fiscale. In carcere anche l'ex governatore di Rio Sergio Cabral, che confessò di aver pagato 2,5 milioni di dollari all'ex presidente della Iaaf Diack e al figlio in cambio di voti Cio
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RIO DE JANEIRO - L'ex capo del Comitato olimpico brasiliano, Carlos Arthur Nuzman, è stato condannato a 30 anni e 11 mesi di carcere con l'accusa di aver acquistato voti per Rio de Janeiro per ospitare le Olimpiadi del 2016. Nuzman ha anche guidato il comitato organizzatore di Rio 2016. Il giudice Marcelo Bretas ha stabilito che il 79enne è colpevole di corruzione, organizzazione criminale, riciclaggio di denaro ed evasione fiscale. Non hanno commentato la sentenza l'avvocato né lo stesso Nuzman, che non sarà incarcerato fino a quando tutti i suoi appelli non saranno esaminati.

Nuzman (al centro) festeggia la vittoria di Rio 2016 con Pelé e l'ex presidente Lula
Nuzman (al centro) festeggia la vittoria di Rio 2016 con Pelé e l'ex presidente Lula 

Due milioni di dollari per sei voti

Il giudice Bretas ha anche condannato l'ex governatore di Rio Sergio Cabral, l'uomo d'affari Arthur Soares e Leonardo Gryner, direttore generale delle operazioni del comitato di Rio 2016. Gli investigatori sostengono che i tre, insieme a Nuzman, si sono mossi per corrompere Lamine Diack, ex presidente dell'Associazione internazionale di atletica leggera (Iaaf, oggi World Athletics) e suo figlio Papa Diack per ottenere voti. Cabral, in carcere dal 2016, ha dichiarato a Bretas di aver pagato circa due milioni di dollari in cambio di almeno sei voti nella riunione del Cio che ha assegnato a Rio i Giochi Olimpici e Paralimpici 2016. La somma proveniva da un debito contratto nei suoi confronti da Soares. Altri 500mila dollari, sempre secondo Cabral, sono stati pagati in seguito al figlio di Diack con l'obiettivo di assicurarsi altri tre voti dei membri Cio. In quell'occasione il Brasile riuscì a battere la concorrenza di Chicago, Tokyo e Madrid.

"Nuzman responsabile del modello criminale"

La sentenza del giudice Bretas etichetta Nuzman come "uno dei principali responsabili della promozione e dell'organizzazione del modello criminale, vista la sua posizione nel Comitato olimpico brasiliano e davanti alle autorità internazionali". Il giudice ha anche affermato che il dirigente sportivo "ha diretto e coordinato le mosse degli altri protagonisti, chiaramente come un capo'' per guadagnare illegalmente il sostegno del Cio. I risultati dell'inchiesta saranno ora inviati in Senegal e Francia dove vivono Papa Diack e Lamine Diack.

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