Tom Brady fa settecento. Significa che per settecento volte dal suo braccio è partita una traiettoria alta, bassa, corta, lunga, che ha raggiunto un suo compagno di squadra. Vuol dire che per settecento volte ha consentito al suo team di conquistare terreno, le celebri fondamentali yard che anche chi non segue il football ormai conosce grazie al celebre discorso di "coach" Al Pacino nel film Any Given Sunday di Oliver Stone. Ma soprattutto, che nessuno prima di lui per settecento volte ha firmato un passaggio da touchdown.
In estate saranno 45 anni per il quarterback californiano, da un anno nuova icona della Florida dopo aver conquistato con Tampa un clamoroso Super Bowl. Eppure il numero 12 continua a giocare, vincere e convincere. Ieri ha battuto il record che apparteneva a un suo ex collega e caro amico, il fenomenale Drew Brees, arresosi, anche lui 40enne, a una lunga carriera che non gli ha risparmiato severi infortuni pochi mesi fa.
Brady ha firmato il record in una gara tiratissima per i suoi Buccaneers, vinta per 33-27 contro i Buffalo Bills ma solo in overtime. Un match a due facce che ha visto i Bucs dominare sino a conquistare un vantaggio di 24-3 a metà tempo. C'è voluto ancora un lancio di TB per chiudere la sfida ai supplementari, per un touchdowm di Perriman. Un "catch and run" da 58 yard per una vittoria e un record difficilmente superabile a breve.
Come sempre proiettato al futuro e senza enfasi il commento all'ultima impresa: "E' stato bello, certo. Il record? Mah...alla fine tutti i lanci da touchdown contano allo stesso modo. Piuttosto, domenica avremo una sfida importante ed eccitante". Mentalità-Brady, che Sports Illustrated ha appena nominato sportivo dell'anno dedicandogli la copertina. La prima volta fu nel 2005. Qualche annetto fa...
"Se dai una opportunità di vincere, anche ai supplementari, a quel tizio col numero 12 dall'altra parte, sai che lo farà. Perché il 12 può far vincere la sua squadra in qualsiasi momento, se gli concedi una chance", è il commento sconsolato del centro dei Bills, Mitch Morse. E dà l'esatta idea della qualità principale di Brady, e assieme, di come lo temano tutti i suoi avversari: guai dare la palla al 12...