La vita sommersa di Federica Pellegrini, al cinema il docufilm sulla 'Divina'
di Alessandra Retico , di Alessandra ReticoLa vita sommersa di Fede. Lo smarrimento di un'adolescente di Spinea finita sul palcoscenico del mondo, all'improvviso. La caparbietà di una campionessa che, diventata donna, vuole lasciare quel rettangolo d'acqua che l'ha nutrita e ingabbiata per due decenni, a modo suo: alla Pellegrini. Dall'argento nei 200 stile ai Giochi di Atene 2004 a 16 anni e 11 giorni (la più giovane medagliata olimpica d'Italia) alla quinta finale a Cinque Cerchi nella stessa disciplina l'estate scorsa a Tokyo 2020 (unica donna al mondo a riuscirci), Underwater, docu-film prodotto da Fremantle e distribuito da Notorious Pictures, da oggi e fino al 12 gennaio in oltre 200 sale in tutta Italia, racconta tutto quello che la superficie ha dovuto o potuto coprire, dell'immensa carriera di Federica Pellegrini. I successi strepitosi, certo: 53 medaglie internazionali, tra cui l'oro a Pechino 2008 sempre nei 200 stile, 6 titoli Mondiali (otto volte su 8 sul podio dei…
La vita sommersa di Fede. Lo smarrimento di un'adolescente di Spinea finita sul palcoscenico del mondo, all'improvviso. La caparbietà di una campionessa che, diventata donna, vuole lasciare quel rettangolo d'acqua che l'ha nutrita e ingabbiata per due decenni, a modo suo: alla Pellegrini. Dall'argento nei 200 stile ai Giochi di Atene 2004 a 16 anni e 11 giorni (la più giovane medagliata olimpica d'Italia) alla quinta finale a Cinque Cerchi nella stessa disciplina l'estate scorsa a Tokyo 2020 (unica donna al mondo a riuscirci), Underwater, docu-film prodotto da Fremantle e distribuito da Notorious Pictures, da oggi e fino al 12 gennaio in oltre 200 sale in tutta Italia, racconta tutto quello che la superficie ha dovuto o potuto coprire, dell'immensa carriera di Federica Pellegrini. I successi strepitosi, certo: 53 medaglie internazionali, tra cui l'oro a Pechino 2008 sempre nei 200 stile, 6 titoli Mondiali (otto volte su 8 sul podio dei campionati nei 200 sl) e 7 Europei. Il record del mondo che è ancora suo nelle 4 vasche nuotato ai Mondiali di Roma del 2009, nella vasca e nella settimana che i Pellegrini considerano "la più felice della nostra vita".
"Underwater", al cinema fino al 12 gennaio il docufilm su Federica Pellegrini
Tanti trionfi, ma anche lacrime e paure
Ma anche tutte le paure, le lacrime, le responsabilità, le pressioni e anche la solitudine per arrivare e durare come nessun altro atleta italiano. A 33 anni, dopo aver detto addio al nuoto e aver salutato le compagne, le avversarie e la nazionale agli Assoluti di Riccione a dicembre scorso, Federica si tuffa sott'acqua e ci porta lì con lei, anche nei suoi abissi. Underwater, diretto da Sara Ristori, scritto insieme a Valdo Gamberutti, Davide Savelli e Alessandro Caroni, e con le musiche originali di Samuel dei Subsonica, ci restituisce i filmini di famiglia girati in Vhs, lei bambina già in acqua, anche attraverso le parole di mamma Cinzia e papà Roberto, presenze costanti e cruciali nel viaggio di Federica. Fatto anche di dolore e virate: la bulimia, la morte improvvisa dell'allenatore Alberto Castagnetti, la rinascita, le cadute e tutte le altre rinascite. L'Araba Fenice ci accompagna dietro le quinte, nell'intimità domestica della sua casa a Verona, dove convive già da qualche anno con Matteo Giunta diventato ufficialmente in Giappone anche suo compagno e prossimo marito dopo essere stato il suo allenatore (da dopo le Olimpiadi di Londra 2012). Si nuota con lei tra le corsie delle varie piscine nel mondo, in auto, in aereo, sulla neve, al mare. Nonostante l'età che avanza e la pandemia che allontana l'ultimo sogno, Fede attraversa tutto, allenamento, fatica, liti, paura. Fino all'ultimo metro dell'ultima vasca. "Mi sono chiesta: sei felice? Lo sono, sono in pace". Fede riemerge, per nuova vita.