DALLAS - È stata definita dagli statunitensi come "The Most Stupendous Two-Night Event In WrestleMania History” e la 38esima edizione di WrestleMania, il Super Bowl del mondo del wrestling, non ha deluso le aspettative. Nelle notti di sabato e domenica la più importante compagnia al mondo di questo sport-entertainment ha offerto uno show unico, riempiendo per due volte di seguito l’AT&T Stadium di Arlington, in Texas, la casa della squadra di football americano dei Dallas Cowboys.
Uno spettacolo per centocinquantamila
Ben 77899 spettatori nella prima metà, altri 78453 nella seconda, senza contare poi le presenze negli spettacoli correlati (le puntate di SmackDown, NXT e Raw), la cerimonia della Hall of Fame che ha introdotto – tra gli altri – la leggenda di The Undertaker nell’arca della gloria e il Wwe Axxess, cioè una sorta di “Disney World del wrestling” dove i tifosi possono trovare ogni genere di gadget, incontrare i loro eroi ed entrare virtualmente in questo mondo così particolare (nel mezzo ci sono stati addirittura due matrimoni celebrati alla presenza di alcune superstar Wwe), che negli Stati Uniti ha un seguito che non ha nulla da invidiare a Nba o Nfl. E WrestleMania nello specifico è un evento annuale di proporzioni enormi, un investimento che ogni anno porta a delle vere e proprie gare da parte delle città americane per ottenere l’organizzazione e portare così turisti e appassionati a spendere (tantissimo) nella località fortunata: basti pensare che sei anni fa, quando era stato organizzato sempre dalla città texana, erano stati incassati 3,7 milioni di dollari solo attraverso le vendite del merchandise.
Tra intrattenimento...
E oltre all’aspetto del business c’è poi quello dell’intrattenimento, che in questa due giorni ha regalato come al solito dei match di alto spessore dal punto di vista tecnico (vedi quello tra Edge ed AJ Styles o l’altro valido per il titolo femminile di Raw tra Becky Lynch e Bianca Belair) e altri orientati esclusivamente alla parte un più trash e promozionale, come confermano gli impegni sul ring dell’attore comico Johnny Knoxville, del pugile influencer Logan Paul e dell’ex giocatore di football (oggi telecronista in Wwe) Pat McAfee. Non sono mancati gli spot dedicati al pubblico locale e ai fan di vecchia data, che hanno potuto ammirare il ritorno all’azione di “Stone Cold” Steve Austin (texano e quindi idolo indiscusso del pubblico ad Arlington), prima sfidando (e vincendo) Kevin Owens e poi dando vita a un siparietto con il chairman Vince McMahon (76enne, ma ancora in grande forma), nonché uno degli uomini più ricchi degli Stati Uniti.
... e grandi match
Tra le sorprese non può non essere menzionato poi il rientro nella compagnia di Cody Rhodes (che ha battuto Seth Rollins in un incontro spettacolare) a distanza di sei anni dal suo addio, un passaggio significativo considerando che il figlio della leggenda Dusty Rhodes aveva recitato un ruolo fondamentale nella fondazione della Aew (la concorrenza), di cui fino due mesi fa era anche vice-presidente. Per quanto riguarda il main event che ha concluso la due giorni di WrestleMania, infine, si sono sfidati sul ring Brock Lesnar (ex campione dei pesi massimi in UFC) e Roman Reigns, con quest’ultimo che ha vinto e si è portato così a casa entrambe le cinture mondiali. Insomma, uno show di altissimo spessore che ancora una volta non ha tradito le aspettative. E a partire da ieri è già iniziata la promozione dell’evento del prossimo anno a Hollywood (1 e 2 aprile al SoFI Stadium). Una macchina del genere d’altronde non si ferma mai.