Petrucci vince anche nel MotoAmerica, nessuno come lui
di Massimo Calandri , di Massimo CalandriAUSTIN - Ha vinto in MotoGP su due piste mitiche come Mugello e Le Mans. Ha vinto una tappa del Rally Dakar, nel deserto del Qatar. E qualche ora fa ha vinto anche nel campionato Ama MotoAmerica, sull'asfalto texano di Austin. Danilo Petrucci, nessuno come lui. Il pilota di Terni in sella alla Ducati Panigale Vr4 ha trionfato all'esordio del torneo Usa, sulla stessa pista dove stanno correndo i suoi vecchi compagni di paddock. E' il terzo italiano, dopo Gramigni nel '96 e Zanetti due anni fa, ad imporsi in una gara nella specialità americana. Che oltre Oceano è seguitissima. "Ma ancora una volta, ho sbagliato la partenza. Come al solito. Subito dopo il via non credo di aver mai guadagnato una sola posizione in tutta la mia carriera", se la ride Petrux.
Petrux se la ride: "Avevo sbagliato la partenza"
Quattordici giri, partenza poco dopo la mezzanotte italiana: la corsa ha subito perduto il suo favorito, il campione in carica Jack Gag…
AUSTIN - Ha vinto in MotoGP su due piste mitiche come Mugello e Le Mans. Ha vinto una tappa del Rally Dakar, nel deserto del Qatar. E qualche ora fa ha vinto anche nel campionato Ama MotoAmerica, sull'asfalto texano di Austin. Danilo Petrucci, nessuno come lui. Il pilota di Terni in sella alla Ducati Panigale Vr4 ha trionfato all'esordio del torneo Usa, sulla stessa pista dove stanno correndo i suoi vecchi compagni di paddock. E' il terzo italiano, dopo Gramigni nel '96 e Zanetti due anni fa, ad imporsi in una gara nella specialità americana. Che oltre Oceano è seguitissima. "Ma ancora una volta, ho sbagliato la partenza. Come al solito. Subito dopo il via non credo di aver mai guadagnato una sola posizione in tutta la mia carriera", se la ride Petrux.
Petrux se la ride: "Avevo sbagliato la partenza"
Quattordici giri, partenza poco dopo la mezzanotte italiana: la corsa ha subito perduto il suo favorito, il campione in carica Jack Gagne, che corre con una Yamaha e il numero uno. Problemi tecnici in griglia. "Guardando i maxi schermi ho visto che Gagne era uscito dallo schieramento. Senza di lui, non credo sarei riuscito a vincere". Modesto e sincero come sempre. "Dopo aver cominciato male, stavo quasi per cadere. Ma mi sono ripreso, ho trovato un buon ritmo e ho cominciato a spingere". Davanti aveva Mattew Scholtz, altro pilota Yamaha. "Ho pensato subito di poterlo passare, però la gomma dietro scivolava parecchio e la pista di Austin ha ancora più buche dell'anno passato". Dopo quattro giri, alla curva uno si è messo davanti a tutti. Ha chiuso con poco meno di 2 secondi di vantaggio sull'avversario. "Che fatica! Non sono ancora in piena forma, il ritorno dalla Dakar è stato veramente difficile: esperienza durissima, fisicamente ero a pezzi".
Le Mans, Dakar e Austin: 'triplete' in un anno e mezzo
Il campione umbro, 31 anni, nella passata stagione di MotoGP era passato dalla Ducati ufficiale alla Ktm, senza però riuscire ad ambientarsi. Una stagione difficile, ma con un 5° posto a Le Mans (dove aveva vinto solo un anno e mezzo fa), e all'improvviso si era ritrovato senza ingaggio. La decisione di correre il rally più famoso del mondo, una vittoria storica nel deserto a gennaio, primo pilota del motomondiale a riuscirci. Ieri notte, un'altra impresa. Oggi alle 22.45 italiane è in programma Gara 2 a Austin. "Ci sarà Gagne, avrà più fame di prima. Impossibile batterlo", dice Petrux. Ma gli brillano gli occhi.