L’ultimo giro di Allyson Felix: “Lotto ancora per mia figlia”
di Emanuela Audisio , di Emanuela AudisioÈ un addio alle armi molto Felix. Come lei, Allyson. La Wonderwoman dell’atletica. E anche Supermom di Camryn. A fine anno lascia la corsia. Ha 36 anni, basta corse. «Ho dato tutto e per la prima volta non sono sicura di averne ancora. Voglio salutare e ringraziare lo sport e le persone che mi hanno aiutato a diventare quella che sono nell’unico modo che conosco, con un’ultima corsa».
È un addio alle armi molto Felix. Come lei, Allyson. La Wonderwoman dell’atletica. E anche Supermom di Camryn. A fine anno lascia la corsia. Ha 36 anni, basta corse. «Ho dato tutto e per la prima volta non sono sicura di averne ancora. Voglio salutare e ringraziare lo sport e le persone che mi hanno aiutato a diventare quella che sono nell’unico modo che conosco, con un’ultima corsa».
Esordio da adolescente ad Atene 2004 e l’addio ai Giochi a Tokyo in una staffetta composta da tre campionesse olimpiche (McLaughlin, Muhammad, Mu) facendo da cerniera tra il futuro e il passato. Senza citare le 18 medaglie mondiali di cui 13 d’oro, molte di più di quelle di Bolt. Sempre elegante, mai volgare, anche nella sconfitta. A Pechino 2008 si nascose per piangere dietro a un cancello quando la giamaicana Campbell Brown se la mise alle spalle nei 200. Ha sempre corso in testa, con un’espressione serena. Ha ricordato che per la magrezza da bambina la chiamavano “cosce di pollo”. Ora la sua ex scuola le ha intitolato la pista d’atletica. «Non potevo immaginare che avrei avuto una carriera del genere. Sarò riconoscente per sempre a questo sport che ha cambiato la mia vita».