Il ring di Ali e Benvenuti rischia di essere messo all'asta: un crowdfunding per salvarlo
di Luigi Panella , di Luigi PanellaLa palestra Audace, a via Frangipane, nel rione Monti di Roma, è una delle ultime testimonianze del pugilato che fu. Antica, bellissima, retrò, con le scalette che si scendono e quei muri che sembrano quasi catturare il sudore dei pugili. All'interno, pezzo di storia nella storia, il ring delle Olimpiadi di Roma del 1960: è quello, tanto per rendere l'dea, dove Muhammad Ali e Nino Benvenuti conquistarono la medaglia d'oro nei mediomassimi e nei welter. Di salvarlo se ne era parlato anche lo scorso anno, anche perché la pandemia aveva assestato un colpo tremendo all'As Audace. Era stata ventilata la vendita del reperto per andare avanti e anche Repubblica aveva lanciato un appello.
La situazione non è migliorata granché, e ora è in corso l'ultimo round. E' iniziata ufficialmente una raccolta fondi sulla piattaforma sportsupporter.it, Decisivo in ta senso l'Intervento decisivo di Roma Cares, la onlus del club giallorosso. Per dare slancio al crowdfunding, infatti, attraverso il coordinamento di Francesco Pastorella, direttore di Roma Department, sono state prodotte120 maglie col doppio logo Audace/ Asr a edizione limitata, e sono state messe a disposizione 4 magliette da gara e 6 coppie di guantoni autografati da alcuni giocatori giallorossi.
"È l'ultima occasione - spiega il responsabile della palestra Gabriele Venturini - Se non andrà in porto il crowdfunding saremmo costretti a metterlo all'asta". L' ultima volta che eravamo stati all'Audace, tra i tanti cimeli che ornano le sale, ci aveva mostrato una cartolina di saluti che un tesserato aveva spedito dalla guerra. Si chiamava Enrico Toti.