La guerra del golf, la lega dei milioni sauditi fa causa al Pga Tour
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - C'è un caso Super Lega anche negli Stati Uniti. Non riguarda il pallone, ma il golf. Phil Mickelson e altri dieci giocatori professionisti hanno fatto causa al Pga Tour, accusando l'organizzazione dei più importanti tornei negli Stati Uniti di aver violato la legge antitrust americana. Nell'esposto presentato alla corte distrettuale del distretto nord della California, Mickelson e gli altri contestano la decisione del Pga Tour di sospendere tutti quelli che hanno partecipato al torneo del nuovo circuito rivale, finanziato dall'Arabia Saudita e cominciato la settimana scorsa nel resort di Donald Trump in New Jersey. Il nome è Liv Golf e con il tempo entrerà nell'immaginario collettivo perché farà parlare di sé con i suoi molti dollari. Intanto ha messo i campioni di golf di fronte a un bivio: gli atleti dovranno scegliere se continuare a giocare nei tornei tradizionali che hanno fatto la storia o accettare …
NEW YORK - C'è un caso Super Lega anche negli Stati Uniti. Non riguarda il pallone, ma il golf. Phil Mickelson e altri dieci giocatori professionisti hanno fatto causa al Pga Tour, accusando l'organizzazione dei più importanti tornei negli Stati Uniti di aver violato la legge antitrust americana. Nell'esposto presentato alla corte distrettuale del distretto nord della California, Mickelson e gli altri contestano la decisione del Pga Tour di sospendere tutti quelli che hanno partecipato al torneo del nuovo circuito rivale, finanziato dall'Arabia Saudita e cominciato la settimana scorsa nel resort di Donald Trump in New Jersey. Il nome è Liv Golf e con il tempo entrerà nell'immaginario collettivo perché farà parlare di sé con i suoi molti dollari. Intanto ha messo i campioni di golf di fronte a un bivio: gli atleti dovranno scegliere se continuare a giocare nei tornei tradizionali che hanno fatto la storia o accettare i cachet milionari dei sauditi, desiderosi di rifarsi un'immagine nel mondo occidentale.
Il fondo che gestisce il nuovo torneo ha un portafoglio da 620 miliardi di dollari e risponde al controverso principe saudita Mohammed bin Salman, indicato come mandante dell'omicidio del giornalista e dissidente Jamal Khashoggi. All'apertura del torneo, nel resort di Trump, ci sono state contestazioni da parte dei familiari delle vittime dell'11 Settembre 2001, indignati all'idea che venissero accolti esponenti di un Paese coinvolto nell'attacco terroristico. Ma Trump è stato il principale sostenitore dell'iniziativa e molto sensibile ai petrodollari dei suoi amici sauditi. Le conseguenze peggiori sono rimaste solo per i giocatori.
Mickelson, pluricampione e veterano, ha così deciso di denunciare l'organizzazione del Pga Tour. Lo ha fatto assieme ai compagni Matt Jones, Hudson Swafford, Bryson DeChambeau, Talor Gooch e altri. Gli undici giocatori sono stati sospesi, all'inizio dell'anno, dopo aver aderito al Liv Golf. Lo scenario ha ricordato il progetto di Super Lega tra top club di calcio europei, tra cui Barcellona, Real Madrid e Juventus, che si erano messi d'accordo per dare vita a un ricco torneo internazionale indipendente dall'Uefa e la cui partecipazione era limitata a pochi eletti, con l'obiettivo di offrire partite di alto livello e moltiplicare i ricavi dei top club. Il progetto è naufragato subito, lasciando spazio a una battaglia legale non ancora arrivata alla parola fine. Nel golf, contrariamente allo spirito del gioco, i tempi di reazione sono stati più veloci: dal momento dell'annuncio del primo torneo saudita, in concorrenza a quelli del Pga Tour, sono arrivate le prime adesioni. E, pochi giorni dopo, le prime squalifiche. I giocatori esclusi hanno chiesto adesso di poter essere reintegrati subito, in tempo per prendere parte ai tornei della FedExCup, in programma a fine mese, a cui parteciperanno i primi 125 giocatori in classifica.
I tornei del Liv Golf non danno neanche punti utili per il ranking. Ma è il prezzo per chi sceglie di farsi coprire d'oro. A Mickelson i sauditi non hanno dovuto strappare alcun consenso, visto che il vecchio campione è stato ben felice di accettare l'invito in cambio di 200 milioni di dollari. Ma non tutti hanno seguito il suo esempio. Il presidente del nuovo circuito, la leggenda australiana del golf Greg Norman, ha rivelato alla Fox che il tour saudita aveva offerto al grande campione Tiger Woods tra i 700 e gli 800 milioni per unirsi al gruppo degli eletti. Ma Tiger ha detto no. Non ha voluto rinunciare alla possibilità di giocare nel suo giardino americano preferito: il Pga.