Larissa Iapichino salta oltre la crisi: "Ho diritto ai miei vent'anni, non chiedetemi tutto subito"
di Mattia Chiusano , di Mattia ChiusanoFIRENZE - Viaggio al Salviatino, quartiere residenziale di Firenze, per cercare di decifrare un rebus dello sport italiano. La risposta è all'interno di una elegante palazzina che fu il set della clinica del Sassaroli in Amici miei. Al primo piano, apre la porta Larissa Iapichino, insieme al padre e allenatore Gianni. Le finestre sulle colline di Fiesole, alle pareti le chitarre elettriche e a terra la sacca da golf che raccontano parti della vita dell'ex primatista italiano dell'asta ed ex marito di Fiona May. È tra queste mura che si può capire se è offuscato uno dei gioielli dell'atletica azzurra, famosa sin da quando era bambina e recitava nella pubblicità, acclamata prima di entrare in questa strana fase in cui alcuni temono un'involuzione. Concisa col passaggio di allenatore (da Gianni Cecconi al padre), rivelata forse dalla mancata qualificazione alla finale mondiale di Eugene.
"Sono molto serena" dice Lari…
FIRENZE - Viaggio al Salviatino, quartiere residenziale di Firenze, per cercare di decifrare un rebus dello sport italiano. La risposta è all'interno di una elegante palazzina che fu il set della clinica del Sassaroli in Amici miei. Al primo piano, apre la porta Larissa Iapichino, insieme al padre e allenatore Gianni. Le finestre sulle colline di Fiesole, alle pareti le chitarre elettriche e a terra la sacca da golf che raccontano parti della vita dell'ex primatista italiano dell'asta ed ex marito di Fiona May. È tra queste mura che si può capire se è offuscato uno dei gioielli dell'atletica azzurra, famosa sin da quando era bambina e recitava nella pubblicità, acclamata prima di entrare in questa strana fase in cui alcuni temono un'involuzione. Concisa col passaggio di allenatore (da Gianni Cecconi al padre), rivelata forse dalla mancata qualificazione alla finale mondiale di Eugene.
"Sono molto serena" dice Larissa, "invidio chi ha un percorso netto nello sport, senza attraversare periodi di difficoltà. Da quando mi sono fatta male prima delle Olimpiadi ho vissuto una fortissima crescita. Sono molto meno ingenua. Ho capito che la mia passione ora è un lavoro, mentre prima era un gioco, anche quando ho stabilito il record del mondo juniores e italiano indoor con 6,91, a pari merito con mamma".
La capigliatura afro che a un certo punto raccoglie per il caldo, i mini jeans, una T-shirt bianca, il sorriso smagliante mentre parla accanto al fidanzato Vittorio Bartoli, ala grande dell'Under 20 di basket reduce dall'Europeo in Montenegro. Minuta, Larissa, vicino al ragazzo, alto due metri e due, e al monumentale padre. Minuta, ma magnetica e determinata. "Tosto a vent'anni mettere insieme tanti aspetti, anche se sto trovando la quadra. L'impatto è stato scioccante, sapevo che c'era uno scalino davanti a me, non sapevo quanto fosse alto. Ma ci sono fuoriclasse come Ivana Spanovic-Vuleta, la mia mentore, che mi incoraggiano e trovano assolutamente normale quel che sta succedendo".
Larissa conferma: "Avevo male alle ginocchia, dolori, mi sentivo come una vecchia. Adesso sto bene". Il padre non ci sta nemmeno a bollare come un fallimento la mancata qualificazione alla finale mondiale per 4 centimetri: "Nel secondo salto, un nullo millimetrico, ha fatto una rincorsa bellissima, ed è atterrata attorno ai 6,85. All'ultimo tentativo si è trovata a vent'anni, al primo mondiale, con due nulli e un vento contrario che creava mulinelli. Nonostante questo ha fatto 6,60, unica col vento contro quando altre lo avevano avuto anche 4,7 metri a favore. Lì si è visto il carattere. Ora lei sa che può affrontare le prossime gare senza timore reverenziale, a partire dai prossimi Europei di Monaco".
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