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Thomas Ceccon: il re del dorso vince l'oro europeo anche nella farfalla. E senza più baffi

Thomas Ceccon (reuters)
Il titolo mondiale a Budapest con record del mondo, a Roma ha centrato il titolo nei 50 delfini. E non vuole fermarsi
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ROMA. Ha sconvolto il nuoto mondiale (e italiano) con una smorfia subito dopo aver abbattuto il record mondiale dei 100 dorso a Budapest. Una specie di stupore, a prima vista, che poi il padre Loris spiegò con una forma di educazione appresa sin da bambino, quando vedeva suoi rivali esultare in maniera sguaiata. Thomas Ceccon è l'uomo che il nuoto italiano non ha mai avuto: l'uomo ovunque. A Budapest 14 gare in tre stili, sei finali, 7 record italiani, 2 record europei e uno mondiale, due ori e un bronzo. A Roma subito un oro in una gara in cui partiva terzo favorito, i 50 farfalla, e anche questa volta una faccia perplessa invece che felice, senza i baffi di Budapest ma con capelli lunghi e quasi selvaggi: "Sì, con questo tempo si poteva vincere o perdere, questione di fortuna. Certo l'olandese (Kostanje) aveva fatto un tempo più basso di me, almeno mi sono riscattato perché non ero soddisfatto della semifinale dei 100 stile libero&…

ROMA. Ha sconvolto il nuoto mondiale (e italiano) con una smorfia subito dopo aver abbattuto il record mondiale dei 100 dorso a Budapest. Una specie di stupore, a prima vista, che poi il padre Loris spiegò con una forma di educazione appresa sin da bambino, quando vedeva suoi rivali esultare in maniera sguaiata. Thomas Ceccon è l'uomo che il nuoto italiano non ha mai avuto: l'uomo ovunque. A Budapest 14 gare in tre stili, sei finali, 7 record italiani, 2 record europei e uno mondiale, due ori e un bronzo. A Roma subito un oro in una gara in cui partiva terzo favorito, i 50 farfalla, e anche questa volta una faccia perplessa invece che felice, senza i baffi di Budapest ma con capelli lunghi e quasi selvaggi: "Sì, con questo tempo si poteva vincere o perdere, questione di fortuna. Certo l'olandese (Kostanje) aveva fatto un tempo più basso di me, almeno mi sono riscattato perché non ero soddisfatto della semifinale dei 100 stile libero". Il suo continuo passaggio da uno stile all'altro nasce per l'esigenza di non annoiarsi e mantenere alta la concentrazione.

Thomas Ceccon è di Schio, anche se vive a Verona, vicino al centro federale che raggiunge in bicicletta. Per creare le migliori condizioni per la sua preparazione la famiglia si è separata: da una parte lui e la madre Gioia, nella casa di famiglia il padre Loris, infermiere, e il fratello Efrem, che ha condiviso buona parte della carriera giovanile prima che una serie di coincidenze sfortunate lo allontanassero dalla piscina. Decisiva nella crescita del campione del mondo è stata la guida tecnica di Alberto Burlina, ma anche la presenza costante della famiglia anche in momento delicati come l'ingresso in nazionale. Accompagnato da episodi di nonnismo, come rivelato su Repubblica. "Ma ora siamo una squadra giovane e unita" è lo slogan del ragazzo che vuole divorare il nuoto mondiale con un'espressione un po' così.