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L’Uomo Gatto, l’Avvocato, Costy Iron: dietro le medaglie i nomi di battaglia delle azzurre dell'artistico

Le azzurre nella coreografia ispirata al Dragone (afp)
Agli Europei di nuoto tre argenti finora per la squadra del sincro, che si battezzano secondo le caratteristiche di ognuna. Dalla più elastica a quella che incalza come un legale, da quella che capisce subito la musica alla saltatrice
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ROMA – “La donna che fa cose inimmaginabili, impossibili per un essere umano” (parole di una compagna di squadra) ha gareggiato prima da sola, poi con le altre sette azzurre. Medaglia d’argento nella gara delle ore 15 (oro all’ucraina Marta Fiedina), di nuovo medaglia d’argento dietro l’Ucraina alle 17 con la squadra nell’esercizio dell’highlights, con una coreografia e costumi ispirati al Dragone. Quando il Foro Italico si stava preparando agli ori di Panziera, Ceccon, Martinenghi, Quadarella. Star della piscina, come lei, la savonese Linda Cerruti, il prossimo anno trentenne, sta diventando nelle danze subacquee e nelle coreografie dell’artistico, meno celebrato del nuoto in corsia ma decisamente in crescita in Italia. E quando si cresce, è raro farlo da soli. In gruppo è più facile, soprattutto se scocca la scintilla dell’armonia, della solidarietà, della voglia di tirarsi fuori dall&rsquo…

ROMA – “La donna che fa cose inimmaginabili, impossibili per un essere umano” (parole di una compagna di squadra) ha gareggiato prima da sola, poi con le altre sette azzurre. Medaglia d’argento nella gara delle ore 15 (oro all’ucraina Marta Fiedina), di nuovo medaglia d’argento dietro l’Ucraina alle 17 con la squadra nell’esercizio dell’highlights, con una coreografia e costumi ispirati al Dragone. Quando il Foro Italico si stava preparando agli ori di Panziera, Ceccon, Martinenghi, Quadarella. Star della piscina, come lei, la savonese Linda Cerruti, il prossimo anno trentenne, sta diventando nelle danze subacquee e nelle coreografie dell’artistico, meno celebrato del nuoto in corsia ma decisamente in crescita in Italia. E quando si cresce, è raro farlo da soli. In gruppo è più facile, soprattutto se scocca la scintilla dell’armonia, della solidarietà, della voglia di tirarsi fuori dall’ombra quando in passato nel sincronizzato (come si chiamava allora) si vinceva poco o niente, e magari le potenziali campionesse abbandonavano per andare a studiare. Non è più così, e alle spalle di quelle ragazze coi capelli domati dalla gelatina che spariscono e si contorcono sull’acqua ci sono ruoli ben precisi, oltre a nomignoli e definizioni che raccontano le loro identità. L’Uomo Gatto. L’avvocato. La flessibile. Costy Iron.

Non è un fumetto, anche se le azzurre si sentono supereroi in miniatura, e in effetti nella gara di giovedì si sono esibite su una base musicale chiamata Superheroes: omaggio alla resilienza nel periodo del Covid che non è riuscito ad allontanarle. La musica guida i funambolismi, ma ci vuole un sesto senso per saperla “sentire”, partendo in perfetta sincronia nell’interesse delle stesse compagne. Questo super potere è di Domiziana Cavanna, classe 1995, sincronetta di Pietra Ligure ribattezzata dalle compagne Uomo Gatto come il personaggio di Sarabanda, la trasmissione di Enrico Papi in cui un concorrente era in grado di individuare le canzoni dopo poche frazioni di secondo. “Riconosce la musica quando ancora guardiamo per aria, ci dà gli attacchi giusti” spiega Gemma Galli, capitana al debutto in una squadra in gran parte formata sul gruppo che ha partecipato a Tokyo 2020. Linda Cerruti è tra queste, ed è ammirata per la sua dedizione alla squadra nonostante gli impegni come solista e “doppista”. Forse da questo nasce la frase “fa cose inimmaginabili, impossibili per un essere umano” sintetizzata da Gemma Galli.

(ansa)
È di ispirazione avere un alone di sovrannaturale, ma serve anche un po’ di sana umanità, magari molesta ma capace di provocare reazioni. L’Avvocato, è chiamata in squadra Costanza Di Camillo, per la capacità di intervenire su tutto, lamentarsi, pungolare. Tenendo la guardia sempre alta, attitudine utile in un gruppo che si allena “dalle 6 del mattino” ha ricordato Linda Cerruti, “e le nostre allenatrici magari hanno finito all’una di notte”. C’è invece chi usa i modi garbati e la sensibilità – quasi una riedizione del poliziotto cattivo e quello buono? – per trovare le parole giuste al momento giusto, calando l’esperienza di chi è nata nel 1993 e ha affrontato tante battaglie. Per questo Costanza Ferro è chiamata “Costy Iron”. Ci sono poi le new entry, che poco spazio possono lasciare alla loro inesperienza in un gruppo collaudato. Si devono fare le ossa in fretta, sono state scelte per questo perché servono rinforzi in settori strategici. Come il salto, forse l’elemento più visibile e spettacolare di un esercizio inghiottito dall’acqua: nel ruolo di saltatrice ora c’è Enrica Piccoli, ventitreenne di Castelfranco Veneto, che non si incarica solo delle acrobazie ma anche di infondere la calma che serve alle compagne. “La sicurezza della squadra” viene definita in questo gruppo dalle capacità atletiche incredibili, mettendo a dura prova corpi che hanno bisogno della massima elasticità per affrontare forti pressioni. Doti che appartengono a Marta Iacoacci, classe 2000, un’altra novità dell’artistico italiano che in certi momenti sembra diventare di gomma, una Elasti-Girl prestata alle piroette del sincronizzato. Tutte quante si sono abbracciate, e con loro c’era Giorgio Minisini, quando Linda Cerruti ha afferrato la medaglie che le era sfuggita a Budapest. Un gruppo unito, che vola sopra l’acqua.