Paltrinieri domina gli 800 agli Europei e trova il suo erede, Lorenzo Galossi
di Mattia Chiusano , di Mattia ChiusanoROMA. Immenso. E stagionato, perché no? "Mi sento vecchio, ma non la vivo come una preoccupazione. Sono molto più conscio di quel che faccio ora che in passato, quando bastava girare le braccia". Firmato Gregorio Paltrinieri, ventisette anni pieni di tutto, tanto vissuto ma anche progetti e ambizioni per il futuro. Il primo obiettivo degli Europei di Roma è centrato: oro negli 800. Restano quattro gare, tra vasca del Foro Italico e mare di Ostia. Ma le bracciate di Greg possono fendere l'acqua meglio degli altri, non allontanare la marea giovane che si sta affacciando in piscina. Non solo l'uomo caduto dallo spazio, David Popovici, ma anche Lorenzo Galossi, sedicenne di Mentana, 20 km a est della capitale, che parla della Roma come un tifoso della Sud, salvo poi salire sul podio con la medaglia di bronzo e nuotare come un piccolo squalo americano.
ROMA. Immenso. E stagionato, perché no? "Mi sento vecchio, ma non la vivo come una preoccupazione. Sono molto più conscio di quel che faccio ora che in passato, quando bastava girare le braccia". Firmato Gregorio Paltrinieri, ventisette anni pieni di tutto, tanto vissuto ma anche progetti e ambizioni per il futuro. Il primo obiettivo degli Europei di Roma è centrato: oro negli 800. Restano quattro gare, tra vasca del Foro Italico e mare di Ostia. Ma le bracciate di Greg possono fendere l'acqua meglio degli altri, non allontanare la marea giovane che si sta affacciando in piscina. Non solo l'uomo caduto dallo spazio, David Popovici, ma anche Lorenzo Galossi, sedicenne di Mentana, 20 km a est della capitale, che parla della Roma come un tifoso della Sud, salvo poi salire sul podio con la medaglia di bronzo e nuotare come un piccolo squalo americano.
O "un toro", come lo definisce Paltrinieri, che aveva intuito qualcosa, in una gara piena di atleti di livello mondiale ma anche di destini inaspettati. "Mi ha detto 'Oggi puoi scrivere una paginina della tua storia'", racconta Galossi, due orecchini coi brillantini ("Come Maradona? Sì, ma i suoi erano veri..."). "In futuro spero di scrivere pagine più importanti, ora voglio allenarmi al 200 per cento. Il secondo posto era nelle mie corde, ma me ne sono accorto troppo tardi. Comunque è un sogno essere sul podio europeo col record mondiale juniores". Se ogni gara ha i suoi lineamenti, le sue vibrazioni, questa nuova vittoria di Paltrinieri è diversa da tutte le altre. È il sound che circonda la piscina, anche i rumori che accompagnano l'avvicinamento. Greg ci ha pensato in questi giorni, come un sorta di risarcimento a tutti gli atleti privati del pubblico e del calore alle Olimpiadi: "Quando sono entrato nell'arena di Tokyo rimbombava il tifo di venti persone. Un anno dopo, eccoci in questa piscina che è bestiale, la più bella in cui abbia mai gareggiato. Ma anche prima, si arriva in bus e la gente ci salta addosso, il calore si sente in giro per la città".
Sembra passato un secolo, da quel viaggio in Giappone strappato coi denti dopo la mononucleosi, la prima delusione sui 1500, l'orgoglio dell'argento sugli 800 arricchito dal bronzo in acque libere. Una tappa dell'evoluzione di Paltrinieri, che continua a vincere con nuove coordinate: "Non ho più la velocità iniziale di un tempo, ma ho sviluppato altre doti. Qui nei primi 400 metri ho aspettato, cosa che non faccio mai, poi ho spinto. Insomma, l'ho fatta diventare una gara di fondo". Esperienza sopraffina applicata ad un fisico da supereroe. Ma i tempi cambiano, e Greg testimonia una rivoluzione: "Stanno uscendo fuori dei talenti incredibili, che fanno venti secondi meno di quel che facevo alla loro età. Si rivelano sempre prima, sono sempre più attrezzati. Il nuoto si sta evolvendo, andiamo incontro a una nuova era: i record saranno battuti all'infinito e questo è stimolante".
Per fortuna l'Italia non sarà spettatrice: dopo aver piazzato i Ceccon al centro del mondo, sta già calando i Galossi in attesa di adolescenti al momento sconosciuti. Merito anche dei veterani, categoria in cui Paltrinieri non fatica a collocarsi: "Aver visto noi vincere in questi anni ha caricato i giovani. Vincere aiuta il movimento di base, tutti ci vogliono emulare. Federica Pellegrini ha fatto tantissimo, così come io mi sono avvicinato al nuoto quando da piccolo vedevo Rosolino. Ora ci siamo noi e questa responsabilità la sento. Ma cerco di godermela".