Basta panchina. Martina Carraro in campo, da protagonista. Argento nei 200 rana per la ligure di 29 anni che, dopo l'esclusione dai 100 rana vinti da Benedetta Pilato davanti a Lisa Angiolini, aveva detto: "Vedere la mia gara dalle tribune, mi ha fatto parecchio male". E così, si è reinventata nella doppia distanza. Tocca in 2'23"64 (suco personale), battuta solo dalla svizzera Lisa Mamie (2'23"27), e davanti alla lituana Kotryna Teterevkova, bronzo in 2'24"16. È la prima medaglia azzurra in questa specialità nella storia degli Europei. Sesta l'altra azzurra Francesca Fangio. "Ho dato tutto, purtroppo non è bastato per l'oro, ci ho creduto, ma la corsia 4 ha pesato sulla mia schiena. Ma sono contenta. Se alla vigilia mi avessero detto che avrei preso una medaglia nei 200 rana, ci avrei messo la firma. Mi sono venuti con una naturalezza insolita, anche se ho pagato in fatica e probabilmente ho pagato l'inesperienza in questa distanza. I 100 rimangono la mia gara preferita".
In semifinale, passata col miglior crono, aveva detto "ci ho messo tutto il cuore. Non volevo rimanere in panchina, mi dovevo inventare qualcosa". Ecco cos'è l'invenzione, un capolavoro. Suo marito, il capitano Fabio Scozzoli, 34 anni, sposato a maggio scorso, la segue dalle tribune. Oltre che come preparatore atletico, alla corte dei ranisti di Cesare Caselle. Lui è rientrato a questi Europei ma è stato escluso per soli 4 centesimi dalle eliminatorie dei 50 (dentro invece Simone Cerasuolo, classe 2003 e ovviamente Nicolò Martinenghi, vicecampione mondiale nella singola vasca).
Martina d'argento, ma il primato italiano rimane nelle mani di Francesca Fangio, livornese, 26 anni, ex mistista, che si è trasferita a Treviglio per allenarsi con Renzo Bonora. Chicca sognava una medaglia importante da tanto. Ci aveva creduto anche alle Olimpiadi, invece l'esclusione in semifinale le aveva lasciato segni importanti, tanto da essere tentata di smettere ("Ma grazie alla mia famiglia e il mio allenatore che mi hanno dato i consigli giusti al momento giusto, ho capito che avevo ancora da dare tanto al mondo del nuoto"). Ma stasera, contro una Carraro ispirata, non ha potuto molto. Martina c'era anche nel 2009 a Roma: "Feci solo i 50 rana, all'epoca non avrei mai pensato di diventare competitiva anche nei 200. Che ultimamente mi vengono benissimo: non so se è una casualità, oppure il fatto che li affronti senza troppi patemi. Però rimango legata ai 100, mi ci sento più a mio agio. Vedremo a settembre cosa fare, prima ho un viaggio di nozze da fare". Il regalo, Martina se lo è già inventato.