Jacobs vince l'oro nei 100 metri agli Europei di atletica. Crippa bronzo nei 5.000
di Emanuela Audisio , di Emanuela AudisioÈ tornato il padrone dei cento. Italy first. Ancora Jacobs, corsia 6. E il suo tocco di piede fulmineo. Quello che dice: "Mio". Il fast boy in versione Tokyo: "Accomodatevi, dietro c'è posto". Quello che allunga subito le mani, quello che gli altri sono solo pallottole spuntate, quello che non vuole perdere il sogno. Lasciate ogni speranza voi che inseguite. Ai blocchi Marcell si fa il solito segno con le mani: guarda avanti. 9"95, record dei campionati uguagliato, 15 centesimi in più di Tokyo. Anche se il suo vantaggio sul traguardo si è assottigliato come se gli mancasse l'ultima parte finale e aveva la gamba sinistra tappezzata da un taping tricolore: "Ho sentito il polpaccio chiudersi mentre provavo la partenza della semifinale, immaginate cosa è passato nella mia testa, fortuna che era solo una contrattura. Ho chiuso gli occhi e sono andato".
L'Europa sarà pure stanca, ma l'Italia …
È tornato il padrone dei cento. Italy first. Ancora Jacobs, corsia 6. E il suo tocco di piede fulmineo. Quello che dice: "Mio". Il fast boy in versione Tokyo: "Accomodatevi, dietro c'è posto". Quello che allunga subito le mani, quello che gli altri sono solo pallottole spuntate, quello che non vuole perdere il sogno. Lasciate ogni speranza voi che inseguite. Ai blocchi Marcell si fa il solito segno con le mani: guarda avanti. 9"95, record dei campionati uguagliato, 15 centesimi in più di Tokyo. Anche se il suo vantaggio sul traguardo si è assottigliato come se gli mancasse l'ultima parte finale e aveva la gamba sinistra tappezzata da un taping tricolore: "Ho sentito il polpaccio chiudersi mentre provavo la partenza della semifinale, immaginate cosa è passato nella mia testa, fortuna che era solo una contrattura. Ho chiuso gli occhi e sono andato".
L'Europa sarà pure stanca, ma l'Italia dello sprint le mette fretta e si riprende la velocità dopo 44 anni. Dalla freccia del Sud, Pietro Mennea, campione europeo nel '78 a Praga, alla freccia azzurra, Marcell Jacobs nata in Texas. La finale era il suo settimo sprint stagionale sui 100 dopo virus e infortuni (2 turni a Savona, 2 a Rieti, 1 a Eugene, 2 qui a Monaco), tanto che il quotidiano francese l'Equipe titolava: Jacobs, così vicino o così lontano? Ma tranquilli, ragazzi: vicinissimo al traguardo, quelli che restano lontano siete voi. E così Jacobs diventa il terzo campione dopo il sovietico Borzov ('70-'72) e dopo l'inglese Christie ('92-'94) a doppiare titolo olimpico ed europeo. Il crono dell'americano Kerley, oro ai mondiali, è distante 9 centesimi.
"Oro che dà grande fiducia"
Bravo anche il gigante azzurro Chituru Ali (è più grosso di Bolt), 23 anni, a qualificarsi con il suo record personale (10"12), poi ultimo in 10"28, e per la terza volta l'Italia ne piazza due in finale (nel 1966 Giani e Giannattasio, nel 2010 Di Gregorio e Collio). Dopo un'estate sgangherata, piena di dubbi, quasi da Colosso d'Argilla, Jacobs si riprende la sua terra di caccia. Ma è lui che bracca gli altri, non è preda. Il 10 netto in semifinale lo dimostra, Marcell fa una brusca frenata, come a dire: ma se siete così indietro, nemmeno mi impegno. Contro ha avuto soprattutto due avversari britannici Hughes, 9"99 (campione a Berlino quattro anni fa in 9"95) e il suo connazionale Azu (10"13). "Portare a casa questa medaglia è entusiasmante e mi dà fiducia - dice Marcell - Non sono soddisfattissimo della gara, in semifinale ho corso meglio, in finale c'era più tensione e ho sofferto di più la partenza, però siamo arrivati davanti a tutti e questo conta. La metà delle persone non credeva che io sarei partito, arrivare qui e vincere mi fa capire che il lavoro funziona. Ringrazio chi mi sostiene ma anche chi mi dà contro perché mi dà l'energia per andare ancora più forte".
Crippa bronzo nei 5.000
E c'è il bronzo nei 5 mila metri di Yeman Crippa, 25 anni, 13'24"83, bravo a non inseguire ritmi non suoi e a mantenere le energie per arrivare alle spalle del fenomeno norvegese Ingebrigtsen (13'21"13) e dello spagnolo Katir. "Sono stato bravo nell'ultimo giro a stringere i denti e a non farmi riprendere. Ora ci sono i 10 mila e ci divertiremo di più". L'atletica che accoglie: Ali ha mamma nigeriana e papà ghanese, è cresciuto ad Albate, quartiere a sud di Como, ma è stato dato in affido alla famiglia Mottin, mentre Crippa è stato adottato a cinque anni proveniente da un orfanotrofio etiope. Quando lo sport può dare una nuova casa e un futuro diverso.
I due ragazzi d'oro, i due golden boys che si abbracciarono un anno fa a Tokyo, i gemelli diversi stavolta non possono esultare insieme. Jacobs ruggisce in pista, Tamberi urla in tribuna. Marcia, corre, svolazza l'Italia dell'atletica. Gimbo Tamberi (con barba ispida e con il retro del pettorale dove per l'alleanza atletica-nuoto c'è scritto: "Daje Greg") e Marco Fassinotti si qualificano con 2.21 (misura bassa, perfino Brumel nel '61 faceva di meglio) per la finale dell'alto di domani. Tamberi: "Mi sto riprendendo dal Covid, ringrazio Paltrinieri che mi ha inviato un messaggio, è il nostro SuperEroe. Ero in modalità off, a risparmio energetico, e ho sbagliato un tentativo".
Decathlon, record italiano di Dester
La mattina era iniziata con il bronzo e il viso serio e antico di Matteo Giupponi, carabiniere, futuro papà, che a 33 anni trovava la luce nella 35 km in 2h30'34". "È una medaglia che inseguivo da tanto, dopo l'ottavo posto a Rio, ho dovuto lottare con gli infortuni e un distacco parziale del tendine. Ma ho continuato a crederci, uno sportivo lo sa quando è ora di smettere, io posso dire che ho ancora la motivazione, anche perché l'anno prossimo ci sono i Mondiali a Budapest. Dico grazie a chi mi è vicino come la fidanzata Eleonora Giorgi, il coach Gianni Perricelli, la famiglia e tutto lo staff". La marcia è una storia di famiglia visto che Eleonora, che ha seguito la gara da vicino, dopo la gravidanza tornerà a gareggiare: "Il bimbo deve avere sentito qualcosa perché ha scalciato quando Matteo ha tagliato il traguardo". L'oro è andato all'imprendibile spagnolo Miguel Angel Lopez, oro in 2h 26'49", l'argento al tedesco Linke. Ma l'Italia ha trovato un Superman in Dario Dester, 22 anni, cremonese, che nel decathlon, la gara tra i più duri, è sesto e migliora, con primati personali in tutte le gare di lanci, dopo 26 anni il record italiano con 8.218 punti. Si allena un po' qua e un po' là. Un girovago multitasking. Anche questa è Italia.