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Zitti e buoni. L'Italia del nuoto regina del medagliere europeo

Thomas Ceccon (ansa)
Ceccon, oro e riscatto sui 100 dorso. La 4x100 misti simbolo del dominio
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ROMA — Silenzio, suona solo Mameli, alla fine come all'inizio di questa estate romana, molto italiana. L'ultimo oro dei 13 totali per gli azzurri tra le corsie europee del Foro Italico lo porta la staffetta 4x100 mista (Ceccon, Martinenghi, Rivolta, Miressi) e lo fa con disinvoltura, lasciando i francesi a oltre 4 secondi: è il simbolo del dominio azzurro.

Thomas Ceccon col dito sulla bocca. Zitti tutti. I 100 dorso sono suoi, li ha vinti in Ungheria e pure col record del mondo. Mette a tacere il greco Apostolos Christou (argento) che si è permesso di superarlo nei 50: "E aveva esultato troppo. Volevo fargli capire che per prenderseli i 100 deve battermi". Dietro gli occhialini a specchio il veneto di Schio, 21 anni, è il riflesso di una generazione. Molto d'oro. "Avrò fatto 13 o 14 gare qui, ho perso il conto. Ma a me piace così. Sì, un po' alla Phelps, che studierò sempre. Lo farò anche…

ROMA — Silenzio, suona solo Mameli, alla fine come all'inizio di questa estate romana, molto italiana. L'ultimo oro dei 13 totali per gli azzurri tra le corsie europee del Foro Italico lo porta la staffetta 4x100 mista (Ceccon, Martinenghi, Rivolta, Miressi) e lo fa con disinvoltura, lasciando i francesi a oltre 4 secondi: è il simbolo del dominio azzurro.

Thomas Ceccon col dito sulla bocca. Zitti tutti. I 100 dorso sono suoi, li ha vinti in Ungheria e pure col record del mondo. Mette a tacere il greco Apostolos Christou (argento) che si è permesso di superarlo nei 50: "E aveva esultato troppo. Volevo fargli capire che per prenderseli i 100 deve battermi". Dietro gli occhialini a specchio il veneto di Schio, 21 anni, è il riflesso di una generazione. Molto d'oro. "Avrò fatto 13 o 14 gare qui, ho perso il conto. Ma a me piace così. Sì, un po' alla Phelps, che studierò sempre. Lo farò anche con Popovici. Chi sono? Uno che non fa più cavolate, ho delle responsabilità. In tanti mi hanno scritto dicendo che guardandomi gli è venuta voglia di tornare a nuotare. Questa cosa non ha prezzo. Era successo anche in America ai tempi di Phelps".

E questo è il dream team Italia. Molti si scambiano le cuffie. Squadra consapevole e generosa, fino all'ultima bracciata. Di questo si rallegra il dt, Cesare Butini: "Europei memorabili non tanto per il medagliere, ma per l'impegno profuso da tutti: hanno dimostrato continuità di risultati, a volte ci hanno sbalordito. Non era facile dopo una stagione così impegnativa". Che non si ferma dal ciclo, molto sconnesso dalla pandemia, che ha portato alle Olimpiadi di Tokyo un anno fa. Tutti da allora rimasti intinti nel cloro. Neanche due mesi fa, il Mondiale. Ancora il dt: "Il bilancio è ottimo non solo per il record di 35 medaglie, il precedente era di 27, ma per le prestazioni di tutti. L'innesto dei giovani è vincente per il ricambio generazionale che è da stimolo anche per i più grandi".

Prendi Leonardo Deplano, 23 anni, fiorentino, uno dei pochi allenato da una donna, Sandra Michelini ("Ma è tosta più di un uomo"): argento a sorpresa nei 50 stile a due centesimi dal bicampione mondiale inglese, Proud. Benedetta Pilato d'argento nei 50 rana del suo record mondiale (vince la lituana Meilutyte come ai Mondiali), eppure la tarantina campionessa nei 100 non ha rimorsi ("Ci ho provato e mi sono divertita moltissimo"). Non li ha Simona Quadarella per i 400 d'argento (oro alla tedesca Gose), è l'unico titolo che la romana non conferma da tre europei: "Forse se ci fossero stati altri 5 metri, chissà. Ma me la sono giocata". Alberto Razzetti che aveva aperto i campionati con il 1° oro azzurro (nei 400 misti) chiude con l'argento nei 200 misti. Torna anche Ilaria Cusinato, allenata da Matteo Giunta, con un bronzo nei 200 farfalla. Nonostante le energie residue. "Ho raschiato il fondo del barile, adesso vacanze e basta nuoto" dice dopo la staffetta il ranista favoloso Nicolò Martinenghi, tre ori e un argento. Tete, uno dei gioielli di questa nazionale post Federica Pellegrini. La più forte di sempre. Abbraccio di gruppo, selfie, e poi tutti a cena insieme. Ma è solo l'antipasto.