Golf, fra McIlroy e Fizpatrick gode MacIntyre: l'Open d'Italia è suo
di Massimo De Luca , di Massimo De LucaROMA - Non son bastate 72 buche per dare un nome al vincitore del 79° Open d’Italia. Nel duello annunciato fra McIlrory e Fitzpatrick s’è inserito, grazie soprattutto a un avvio bruciante (29 colpi sulle prime 9 con 6 birdies) il 26 enne scozzese Robert MacIntyre, portando così allo spareggio sul comune totale di -14 il 28enne “Fitz”, vincitore in giugno dell’US Open. Un birdie alla prima buca di playoff gli è valso il titolo e il mezzo milione del primo premio, mentre il tentativo di Fitzpatrick falliva per un paio di centimetri. E’ sempre così nel golf: si sparano driver di oltre 300 metri ma a decidere, immancabilmente, è la precisione nel putt, quando anche un paio di millimetri possono fare la differenza. E del resto era stata proprio una questione di centimetri a impedire a Fitzpatrick l’exploit clamoroso che avrebbe potuto scrivere un altro finale. Al par 5 della buca 12 il suo secondo colpo, scagl…
ROMA - Non son bastate 72 buche per dare un nome al vincitore del 79° Open d’Italia. Nel duello annunciato fra McIlrory e Fitzpatrick s’è inserito, grazie soprattutto a un avvio bruciante (29 colpi sulle prime 9 con 6 birdies) il 26 enne scozzese Robert MacIntyre, portando così allo spareggio sul comune totale di -14 il 28enne “Fitz”, vincitore in giugno dell’US Open. Un birdie alla prima buca di playoff gli è valso il titolo e il mezzo milione del primo premio, mentre il tentativo di Fitzpatrick falliva per un paio di centimetri. E’ sempre così nel golf: si sparano driver di oltre 300 metri ma a decidere, immancabilmente, è la precisione nel putt, quando anche un paio di millimetri possono fare la differenza. E del resto era stata proprio una questione di centimetri a impedire a Fitzpatrick l’exploit clamoroso che avrebbe potuto scrivere un altro finale. Al par 5 della buca 12 il suo secondo colpo, scagliato da 190 metri ha colpito, rotolando, l’asta, fermando la pallina a un metro: senza l’asta sarebbe stato un cosiddetto “Albatross”, cioè una buca chiusa in tre colpi sotto il par e tutto sarebbe probabilmente cambiato.
Successo comunque ampiamente meritato per il 26enne scozzese, alla terza vittoria da professionista dopo una brillantissima carriera da amateur. Ha resistito alla rimonta del più titolato rivalle inglese, non si è scoraggiato per i tre bogey nei quali è inciampato nelle seconde nove (uno, addirittura, sbagliando un putt da un metro) per poi giocare impeccabilmente la buca di spareggio. Ha sfruttato al meglio la traiettoria imprecisa dell’avversario sul colpo di partenza e ha portato a casa la vittoria. Le speranze del protagonista più atteso e più acclamato, McIlroy sono annegate insieme con la pallina nel lago della 16, il par 4 corto che tutti cercano di raggiungere col primo colpo. La sua traiettoria si è aperta e lo splash ha decretato la fine dei sogni, rendendo il birdie della 18 (con eagle sfiorato d’un soffio) buono solo per il quarto posto dietro i due di testa e dietro anche al francese Victor Perez, autore di un’eccellente prestazione, coronata dal -5 del giro conclusivo. Si è fermato a -3 invece lo score di giornata di Rory per il -12 finale, a due colpi dallo spareggio. Non tornerà a casa contento, anche se ha ritrovato, in stagione, la continuità di vittorie e piazzamenti mancata negli ultimi anni.
Non una gran giornata, purtroppo, per gli italiani. L’unico a metter davvero fuori la testa e a scalare la classifica è stato Edoardo Molinari, il vice capitano di Ryder Cup, che con un giro in -3 è risalito al 27° posto, precedendo così di 7 posizioni suo fratello Francesco, incappato in un giro decisamente mediocre (+3 di giornata), suggellato in negativo dal terzo bogey consecutivo sulla 18, un par 5 che proprio non gli va giù. Guido Migliozzi, con un giro in stretto par, lo ha affiancato al 34° posto. In retrovia gli altri: Filippo Celli ha chiuso 61esimo (+3 di giornata e totale) il suo primo torneo da professionista. 69° e 74° i due bravi amateur Michetti e Florioli. Il Campo infine. Era sotto osservazione quanto e più dei giocatori, dovendo ospitare fra un anno e pochi giorni la Ryder Cup. Ha passato ampiamente il test: il -14 che è valso lo spareggio è uno dei punteggi più bassi del Tour Europeo. Segno che il percorso perdona poco o niente, specie sui green, e sarà dunque perfettamente in grado di mettere alla prova i migliori del mondo, mettendo in conto anche qualche ultima modifica per renderlo ancor più insidioso.