Sport

La boxe olimpica riammette alle competizioni Russia e Bielorussia

Il presidente dell'Iba Kremlev
Il presidente dell'Iba Kremlev 
Nonostante la presa di posizione del Cio, l'Iba riammette atleti russi e bielorussi con i propri inni e bandiere
1 minuti di lettura

Russia e Bielorussia rientrano a pieno titolo nel pugilato olimpico. Il consiglio di amministrazione dell'International Boxing Association, (Iba) ha deciso di consentire con effetto immediato ai pugili russi e bielorussi di tornare alle competizioni con le loro bandiere e i loro inni. Potranno prendere parte anche i funzionari e i tecnici delle due Nazioni di fatto sospese dal mondo sportivo internazionale dopo la 'raccomandazione' del Comitato Olimpico Internazionale del 28 febbraio scorso formulata a seguito dell'invasione militare russa in Ucraina.

"La politica non dovrebbe avere alcuna influenza nello sport, a tutti gli atleti dovrebbero essere date condizioni uguali". Afferma l'Iba. "Nel rispetto della propria autonomia, la federazione rimarrà politicamente neutrale e indipendente, chiede la pace e resterà un pacificatore in tutti i conflitti. Inoltre, la federazione ha l'obbligo di garantire parità di trattamento nei confronti degli atleti e degli ufficiali di gara, indipendentemente dalla loro nazionalità e residenza".

A fine settembre i delegati delle federazioni nazionali presenti al Congresso straordinario della federazione internazionale di pugilato, riunitosi a Erevan in Armenia, avevano votato a maggioranza di non svolgere nuove elezioni. Il russo Umar Kremlev era quindi stato confemato presidente.

Ricordiamo che dal 2019 il Cio ha sospeso l'Iba (che in quel momento si chiamava Aiba) assegnando ad una task force a capo della quale è stato messo il pesidente della ginastica mondiale per l'organizzazione dell'Olimpiade di Tokyo. Stessa storia per Parigi 2024, mentre a Los Angeles nel 2028 la boxe rischia di non andarci proprio.

 

I commenti dei lettori