“Ancora non ci credo” dice Assunta Scutto, con il bronzo che brilla sul judogi. La ventenne di Scampia è terza al Mondiale di judo a Tashkent, in Uzbekistan, nella gara dei -48 kg. L’ultima nata nella leggendaria palestra di Gianni Maddaloni, la Star Judo Club, è già una stella: “Per questa gara avevo buone sensazioni, mi sentivo motivata e con tanta voglia di vincere: la partenza non era delle più facili ma dopo aver vinto ho capito che c’ero”. Un anno fa, nel giro di un mese, Assunta Scutto vinse l'oro prima agli Europei Juniores e poi ai Mondiali della stessa categoria. Di credo evangelico, Assunta ha dedicato la medaglia proprio al suo mentore, Gianni Maddaloni, padre di Pino, oro a Sydney 2000, e alle Fiamme Gialle, il suo gruppo sportivo. “Io ho messa tutta me stessa, il resto è stato tutto un dono di Dio: mi piace pensare che abbia un grande piano per me e questo mi permette di dare tutta me stessa. Nonostante sia giovane, oggi non mi sono fatta intimorire da nessuno: non volevo tornare a casa con il peso di non aver dato il meglio di me, ed eccomi qui con questa medaglia. So che manca da molto in Italia e vorrei solo essere la persona che ha riaperto la strada perché ci sono tanti ragazzi e ragazze che possono fare altrettanto”.
La judoka napoletana ha superato nel suo cammino l’israeliana Shira Rishony e l’uzbeka Khalimajon Kurbonova, prima di cedere a Natsumi Tsunoda (Jpn). Superato il primo recupero per la squalifica della serba Milica Nikolic, Scutto ha conquistato il bronzo strapazzando e battendo per ippon la spagnola Julia Figueroa. Erano 15 anni che il judo femminile italiano non saliva sul podio ad un Mondiale assoluto, ovvero dal bronzo di Ylenia Scapin a Rio de Janeiro 2007 nei 70 kg. Con 20 anni e 262 giorni, Assunta Scutto è la seconda italiana più giovane a vincere una medaglia iridata senior dopo la sanremese Maria Teresa Motta che a Parigi nel 1982 vinse a 19 anni il bronzo nei 72 kg.