La garanzia della boxe femminile italiana ha un nome: Irma Testa. A Budva, in Montenegro, la campana si è laureata campionessa d’Europa nella categoria dei 57 kg. Si tratta di un bis, visto che era già salita sul trono continentale nel 2019 ad Alcobendas, in Spagna. A proposito di déjà vu, anche l’avversaria battuta in finale, Svetlana Staneva era una vecchia conoscenza: fu contro di lei che nel torneo di qualificazione a Rio 2016 Irma ottenne il pass che le consentì di diventare la prima italiana a qualificarsi per i Giochi. Un punto fermo, al quale sarebbero seguiti molti altri. La medaglia di bronzo a Tokyo (anche qui prima azzurra a riuscirci), l'argento ai mondiali, tanto impegno nel sociale, il coming out che raccontò a Repubblica.
Nella cammino in questa rassegna continentale, Irma era stata mediamente brillante ma non brillantissima. Come ogni campionessa di razza, ha tenuto per la finale la sua prestazione migliore. Un match indirizzato dalla sua parte sin dalle prime fasi, da un bellissimo destro che ha raggiunto la mancina bulgara. Un colpo con il quale Irma ha confermato la maggiore tecnica, unendola a grande impatto scenico sul ring: guardia bassa, sicurezza e personalità, con quel jab sinistro perfetto spesso doppiato.
Copione identico nella seconda ripresa, se possibile comandata in maniera ancora più convincente dall’azzurra, più veloce anche in fase di uscita dai corpo a corpo. All’epilogo, con la bulgara disperatamente protesa alla ricerca di un round da due punti per andare quanto meno alle preferenze, Irma ha proposto una boxe in scioltezza, attenta a non correre rischi e segnalandosi per convincenti combinazioni anche in fase difensiva, segno di grande classe. "Nei primi due round mi sentivo una bomba - le prime parole a caldo di Irma -, nella terza sapevo di aver vinto e allora ho allentato un po' la presa". Alla fine decisione unanine: 4 giudici hanno dato un corretto 30-27, uno ha optato per un 29-28 sinceramente poco comprensibile. Ma quest'ultimo, sia pur sorprendente, è il più secondario dei particolari...
Nel faccia a faccia con la boxe bulgara è invece uscita sconfitta Roberta Bonatti. Nella finale dei 48 kg, la 25enne piacentina ha perso con verdetto unanime (0-5) contro la veterana (37 anni) Sevda Asenova."Ho pianto a fine match, ma è un argento importante per me. Sono scesa dal ring senza rimpianti"