Ginnastica, Ilaria e la verità in una tema a scuola: "L'istruttrice mi chiama ippopotamo"
di Cosimo Cito , di Cosimo CitoIlaria aveva un abisso dentro al cuore e nel febbraio scorso, completando l'innocente incipit di un tema di italiano di terza media, "Quella volte che...", ha trovato le parole per raccontarlo. La palestra di ginnastica ritmica, la sua passione, era da qualche tempo diventata teatro di vessazioni e abusi verbali da parte della sua istruttrice. La sua professoressa legge il tema e avverte sua madre. I genitori si attivano e portano il caso davanti alla Procura della Federginnastica. Dopo tanta burocrazia, esposti e ricorsi, la sentenza: un mese di sospensione per l'istruttrice. La mamma di Ilaria e quella di una sua amica e compagna di ginnastica, Ginevra, raccontano la storia a Daniela Simonetti, presidente dell'associazione ChangeTheGame che combatte abusi e violenze nello sport e ora chiedono: "Denunciate".
Questo è il tema di Ilaria.
"Quella volta che...
...arrivata in palestra tutte le mie compagne erano insieme, l'istruttrice le …
Ilaria aveva un abisso dentro al cuore e nel febbraio scorso, completando l'innocente incipit di un tema di italiano di terza media, "Quella volte che...", ha trovato le parole per raccontarlo. La palestra di ginnastica ritmica, la sua passione, era da qualche tempo diventata teatro di vessazioni e abusi verbali da parte della sua istruttrice. La sua professoressa legge il tema e avverte sua madre. I genitori si attivano e portano il caso davanti alla Procura della Federginnastica. Dopo tanta burocrazia, esposti e ricorsi, la sentenza: un mese di sospensione per l'istruttrice. La mamma di Ilaria e quella di una sua amica e compagna di ginnastica, Ginevra, raccontano la storia a Daniela Simonetti, presidente dell'associazione ChangeTheGame che combatte abusi e violenze nello sport e ora chiedono: "Denunciate".
Questo è il tema di Ilaria.
"Quella volta che...
...arrivata in palestra tutte le mie compagne erano insieme, l'istruttrice le aveva mandate a riscaldarsi; io e la mia compagna G. eravamo le uniche che dovevano riscaldarsi velocemente per poi provare subito gli esercizi. Finito il riscaldamento, facciamo le spaccate dalle sedie, ci guardavamo, il nostro umore era cambiato perché sapevamo cosa ci aspettava. Finite anche le spaccate, prendiamo gli attrezzi, cominciamo a ripassare gli esercizi; arriva il momento in cui dobbiamo farlo davanti a lei, alla nostra istruttrice che fino a quel giorno ci aveva offeso e detto le peggio cose.
Tocca a me, avevo ansia, ero spaventata. Durante l'esercizio comincia a urlare di tutto e di più, comincia a chiamarmi in tutti i modi: "Maiale che si rotola nel fango", "porchetta", "ippopotamo". Già lì ero a pezzi, era solo metà esercizio, volevo fermarmi, non continuare l'esercizio (tanto sarebbe solo peggiorato), però non potevo. Alla fine dell'esecuzione mi dice tutte le correzioni, ma non si limita a questo, mi dice che non ero capace, che ero pesante nei movimenti, che non andava bene, e soprattutto una cosa che mi fece stare davvero male: "CAMBIA SPORT". Quella voce risuonava nella mia testa. Andai in bagno e scoppiai a piangere, avevo le farfalle nello stomaco, ma in senso negativo. Mi stavo per sentire male, ero lì davanti a lei e non potevo fare niente, non riuscivo neanche a parlare. Ho provato tante emozioni contrastanti. NON CE LA FACEVO PIU'! Non mi sentivo adatta, mi sentivo di troppo, mi sentivo brutta, volevo dimagrire, in quel momento volevo solo sparire, ero in imbarazzo. Tutte le mie compagne mi fissavano. Stavo male anche perché loro, durante le esecuzioni, le lodava. Faceva dei paragoni tra noi, anche se loro erano a un livello più basso. Nei giorni seguenti ero a pezzi. Tornata a casa ebbi un attacco di panico. Volevo smettere ginnastica, non volevo più vedere nessuno. Ero come spenta e non mi sentivo a mio agio".
Oggi Ilaria e Ginevra hanno cambiato società sportiva e sono tornate ad allenarsi e a credere nello sport.