Ginnastica ritmica, parla il presidente Tecchi: "Non abbiamo capito i sintomi delle atlete"
di Riccardo Caponetti , di Riccardo CaponettiFa mea culpa, il presidente della Federginnastica Gherardo Tecchi: "Non abbiamo saputo interpretare i sintomi dei problemi delle atlete". Travolto dallo scandalo che ha colpito l'intera ginnastica ritmica italiana, il numero uno federale assicura a Repubblica di non aver mai saputo nulla: "Sono rimasto sconcertato quando ho letto i racconti". Nonostante negli ultimi anni in Federazione siano arrivate segnalazioni e denunce, Tecchi dice di non essere mai stato a conoscenza degli abusi di potere, delle vessazioni verbali e delle umiliazioni pubbliche che tante giovani atlete hanno subito: "Se ci saranno responsabili pagheranno".
Presidente, come è possibile che in questi anni non si sia accorto di niente? Nel 2018 un'allenatrice venne squalificata 3 mesi. Nel 2016, l'anno in cui è diventato presidente, uscì anche il libro di Angelica Savrayuk in cui denunciava gli stessi atteggiamenti che 6 anni dopo hanno spinto Nina Corrad…
Fa mea culpa, il presidente della Federginnastica Gherardo Tecchi: "Non abbiamo saputo interpretare i sintomi dei problemi delle atlete". Travolto dallo scandalo che ha colpito l'intera ginnastica ritmica italiana, il numero uno federale assicura a Repubblica di non aver mai saputo nulla: "Sono rimasto sconcertato quando ho letto i racconti". Nonostante negli ultimi anni in Federazione siano arrivate segnalazioni e denunce, Tecchi dice di non essere mai stato a conoscenza degli abusi di potere, delle vessazioni verbali e delle umiliazioni pubbliche che tante giovani atlete hanno subito: "Se ci saranno responsabili pagheranno".
Presidente, come è possibile che in questi anni non si sia accorto di niente? Nel 2018 un'allenatrice venne squalificata 3 mesi. Nel 2016, l'anno in cui è diventato presidente, uscì anche il libro di Angelica Savrayuk in cui denunciava gli stessi atteggiamenti che 6 anni dopo hanno spinto Nina Corradini e Anna Basta ad abbandonare le Farfalle.
"Appena ho appreso delle denunce di alcune atlete sono rimasto sconcertato, perché il rispetto della persona viene prima di tutto. Da subito abbiamo supportato le indagini della Procura federale perché accerti eventuali responsabilità. Alle atlete dico: denunciate eventuali scorrettezze al Safeguarding Officer, organo composto da psicologi e giuristi che è a vostra disposizione".
Le testimonianze ricevute da Repubblica sono diventate tantissime. È consapevole che i casi di Anna Basta e Nina Corradini non siano solo "eccezioni"?
"Non abbiamo saputo interpretare i sintomi, riconoscere la malattia. Però adesso la musica è cambiata. Il Safeguarding è entrato in funzione a maggio e siamo stati tra i primi al mondo a recepirlo, a munirci di uno strumento che voleva essere preventivo e che ora ci aiuterà a superare lo shock. Perché se la Procura agisce sul passato e necessita degli opportuni accertamenti di garanzia, l'Officer interviene sul presente e sul futuro. Ed è una garanzia per la salvaguardia di tutti gli atleti".
Dopo il commissariamento dell'accademia internazionale di ginnastica di Desio, come cambia la posizione della direttrice tecnica della Nazionale Emanuela Maccarani?
"In attesa che la Procura accerti eventuali responsabilità, la direttrice tecnica Maccarani continuerà ad allenare le atlete, mentre la gestione di tutte le attività dell'Accademia di Desio, che esulano dalla parte tecnico-sportiva, è stata affidata al commissario, il vice presidente vicario Valter Peroni. Nei prossimi giorni il commissario verrà affiancato da un Duty Officer, figura che avrà il compito di vigilare sul rapporto tra atleti e tecnici, segnalare eventuali anomalie e relazionare la propria attività al presidente federale".