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Daniela Simonetti (ChangeTheGame): "Ora la Federginnastica sia sincera sugli abusi e cerchi i responsabili"

Intervista alla presidente dell'associazione: "Ci sia sincerità nell'incontro che avremo a gennaio. Alla Federazione chiediamo di scavare e capire. Se poi il Coni continuerà a restare sullo sfondo con i suoi silenzi, sarà sconfitto dalla storia"
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ROMA - La lettera del 19 dicembre con cui la Federginnastica ha teso la mano all’associazione “ChangeTheGame” sembra un primo passo verso l’uscita da una trincea nella quale si è chiusa dopo che le prime denunce, quelle di Nina Corradini e Anna Basta, hanno iniziato a svelare un sistema di abusi, vessazioni, violenze verbali e fisiche. Sono almeno due le Procure della Repubblica — a quella di Brescia, nelle ultime ore se n’è aggiunta un’altra — al lavoro sui casi. Daniela Simonetti, fondatrice e presidente di “ChangeTheGame”, ha accolto l’invito a un incontro da parte della Fgi (si terrà nella seconda parte di gennaio). Ma a una condizione: "Che ci sia sincerità". 
Cosa racchiude questa richiesta? 
"Che ci sia la volontà di ascoltare, e questa volta davvero. E che ci sia una reale ricerca delle responsabilità". 
Cosa è mancato alla Feder…

ROMA - La lettera del 19 dicembre con cui la Federginnastica ha teso la mano all’associazione “ChangeTheGame” sembra un primo passo verso l’uscita da una trincea nella quale si è chiusa dopo che le prime denunce, quelle di Nina Corradini e Anna Basta, hanno iniziato a svelare un sistema di abusi, vessazioni, violenze verbali e fisiche. Sono almeno due le Procure della Repubblica — a quella di Brescia, nelle ultime ore se n’è aggiunta un’altra — al lavoro sui casi. Daniela Simonetti, fondatrice e presidente di “ChangeTheGame”, ha accolto l’invito a un incontro da parte della Fgi (si terrà nella seconda parte di gennaio). Ma a una condizione: "Che ci sia sincerità". 
Cosa racchiude questa richiesta? 
"Che ci sia la volontà di ascoltare, e questa volta davvero. E che ci sia una reale ricerca delle responsabilità". 
Cosa è mancato alla Federginnastica finora? 
"Il desiderio di scavare e capire, la volontà vera di prendere contatto con i report, con le denunce, con le richieste di ascolto. Leggere davvero queste carte sarebbe stato il primo passo. Se questa volontà si manifesterà, bene, meglio tardi che mai. Nessuno vuole la demolizione della Federginnastica. Vogliamo solo che i ragazzi tornino a sentirsi tutelati e protetti. Ma serve un cambio di passo". 

Nina Corradini, Daniela Simonetti e Anna Basta 
Soprattutto nei sistemi della giustizia federale: sembra questo il vero vulnus di questa storia. 
"I regolamenti della giustizia sportiva sono obsoleti, tarati sui fatti di campo, e non accolgono mai espressioni come diritti, tutela della donna, la definizione di violenza, la tipizzazione di reati relativi alla sfera sessuale. E prevedono al massimo una prescrizione di 4 anni, inimmaginabile per illeciti commessi su minori. È più grave alterare un risultato sportivo, per la giustizia sportiva, piuttosto che abusare o vessare un minore. Un altro tema è quello dei certificati penali: andrebbero chiesti agli istruttori e agli allenatori, soprattutto se in contatto con minori. Ma non si fa". 
E servirebbe, forse, intervenire sul principio che consente alle Federazioni di nominare e revocare i membri dei propri tribunali. 
"Scindere questo legame, allo stato attuale, è impossibile. Ma molti Paesi andranno sulla strada della creazione di agenzie autonome. Fare giustizia dipende però anche dalla sensibilità di una federazione".
Anna Basta ha fatto riferimento a una conversazione avuta con il presidente federale Tecchi nel 2020 sul tema delle vessazioni in palestra: lui promise che avrebbe verificato. 
"Quando Anna Basta, che fa parte del tuo stesso mondo, ti viene a raccontare delle cose gravi accadute in palestra non puoi fare orecchie da mercante. E c’erano altre denunce inascoltate e precedenti. Avrebbe dovuto unire i puntini. Perché Tecchi non l’ha fatto? Non vorrei che avesse agito così per evitare di gettare, come dice il codice di giustizia sportiva, “disdoro” sulla propria federazione. Sarebbe stato come ammettere. Ma tutti ne avrebbero riconosciuto, al contrario, il merito. Sarebbe stata una medaglia sul petto. Noi, da ottobre, abbiamo raccolto quasi duecento segnalazioni". 

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E il Coni come si sta comportando in questa vicenda? 
"Abbiamo sempre sperato in un gesto a sostegno di questa battaglia. Ma se il Coni continua a restare sullo sfondo, con i suoi silenzi, resterà sconfitto dalla storia. Sarà messo in minoranza dai suoi stessi tesserati. Credo che ancora non ci sia la volontà di guardare avanti. Finalizzare tutto alla competizione, cercare una forma di giustificazione è il segnale di un sistema che si autoprotegge. Bisogna allontanare, anche in maniera cautelare, chi sbaglia. Parliamo della vita di bambini. La cosa più cara e importante che esista".