✕

Gli infortuni, le delusioni olimpiche, la malattia della madre: Andrew Howe si ritira. "Ora il mondo dello spettacolo"

L'addio all'atletica a 37 anni, chiudendo una lunga carriera di successi e delusioni. "Voglio scoprire ancora di più me stesso come persona e non solo come atleta. Lo sport rimarrà parte integrante della mia vita, ma non mi dispiacerebbe il mondo dello spettacolo"
2 minuti di lettura

Postava ancora il 12 dicembre video di allenamenti pesantissimi, sollevando pesi in palestra, citando Bukowski: "Resistere significa semplicemente tirare fuori i c..., e meno sono le chance più dolce è la vittoria". L'illusione di tornare si è evidentemente spenta in questi pochi giorni, perché Andrew Howe ha annunciato il suo ritiro, chiudendo una lunga carriera di grandi successi e altrettanto pesanti delusioni. "Ho deciso di smettere di fare atletica leggera" ha spiegato a 37 anni il vicecampione mondiale del salto in lungo a Osaka 2007: "Ho fatto questa scelta perché voglio scoprire ancora di più me stesso come persona e non solo come atleta. Non smetterò mai di allenarmi, lo sport rimarrà parte integrante della mia vita e non sparirò mai da quest' ambiente".

La gioia di Howe a Osaka 2007 
…

Postava ancora il 12 dicembre video di allenamenti pesantissimi, sollevando pesi in palestra, citando Bukowski: "Resistere significa semplicemente tirare fuori i c..., e meno sono le chance più dolce è la vittoria". L'illusione di tornare si è evidentemente spenta in questi pochi giorni, perché Andrew Howe ha annunciato il suo ritiro, chiudendo una lunga carriera di grandi successi e altrettanto pesanti delusioni. "Ho deciso di smettere di fare atletica leggera" ha spiegato a 37 anni il vicecampione mondiale del salto in lungo a Osaka 2007: "Ho fatto questa scelta perché voglio scoprire ancora di più me stesso come persona e non solo come atleta. Non smetterò mai di allenarmi, lo sport rimarrà parte integrante della mia vita e non sparirò mai da quest' ambiente".

La gioia di Howe a Osaka 2007 

Howe: "Non mi sono preso il tempo per elaborare"

Nato a Los Angeles ma reatino d'adozione, ha vissuto il picco della sua carriera nel bienno 2006-2007, in cui divenne campione europeo a Goteborg 2006 e campione europeo indoor a Birmingham 2007, nonché vicecampione mondiale a Osaka 2007, superato solo all'ultimo salto dall'8,57 del panamense Irving Saladino. Proprio in Giappone il 30 agosto Howe stabilì il record italiano tuttora valido, saltando 8,47 dopo che il 4 marzo dello stesso anno era arrivato a 8,30 indoor.

Ma gli inizi della sua carriera, quando ancora si chiamava Andrew Howe Besozzi, promettevano molto di più di quel che ha raccolto, spesso fermato dagli infortuni. O da fasi negative, come negli ultimi anni: "Sono sempre stato molto esigente con me stesso" ha raccontato a Verissimo, "ma a un certo punto mi sono sentito come se non mi fossi mai preso il tempo di elaborare tutto quello che avevo fatto. Come se non avessi mai raggiunto il mio reale obiettivo, che era quello di vincere le Olimpiadi".

Una delusione olimpica dopo l'altra

Enorme la delusione l'anno dopo il record, quando Howe mancò la qualificazione alla finale dei Giochi di Pechino saltando solo 7,81 metri, non sufficienti per passare il turno. Aveva un corso un 200 prima di partire, si fece male, si presentò rotto sulla pedana del lungo. Nonostante tutto, trovò la voglia di scherzare: "Quando torno" disse dopo la gara, "mi fanno bianco...". Dopo la rottura subtotale del tendine di Achille sinistro (già operato due anni prima in Finlandia), Howe non riuscì a qualificarsi per le Olimpiadi di Londra sui 200, dopo aver scartato il lungo per i dolori al tendine. Col passare degli anni l'azzurro non ha rinunciato all'idea di tornare ai Giochi, per andare a Rio 2016 si affidò all'allenatore svedese Yannich Tregaro, poi a Fabrizio Donato a Ostia dopo gli anni accanto alla madre coach Renée Felton, ma non ci riuscì allora come a Tokyo 2020, un'esclusione che ha avvicinato il ritiro annunciato in queste ore: «Avrei voluto partecipare ed è lì che sono andato in crisi. Mi sono chiuso in me stesso, ho perfino allontanato molti amici, non ero più io».

 

La madre ammalata a Los Angeles

A rendere ancora più complesso questo momento un problema di salute di sua madre René, che sin da quando era bambino gli ha fatto prima da fisioterapista poi da allenatrice personale: «Mia madre ha avuto un ictus due mesi e mezzo fa. Lei viveva e lavorava in America e quando ho ricevuto la telefonata alle 2 di notte ero con amici e non ho voluto dire niente a nessuno. Il giorno dopo sono partito immediatamente per Los Angeles. Era il minimo che potessi fare, lei per tutta la vita è stata forte per me e ora dovevo esserlo io per lei. È stato molto difficile vederla così, per me era una donna invincibile. Adesso l'ho riportata in Italia e sta meglio».

La tentazione dell'amica tv

Ora Andrew Howe vorrebbe riaprire la porta di un ambiente che in passato gli ha dato soddisfazioni: "Sto allenando qualche bambino, sono personal trainer e poi chissà, non mi dispiacerebbe neppure il mondo dello spettacolo". Dopo gli anni di Fiona May e di sua figlia Larissa Iapichino, fu lui il personaggio più popolare dell'atletica negli spot pubblicitari. Nel 2014 arrivò secondo a Ballando con le stelle a fianco della ballerina Sara Di Vaira. Insomma se l'è cavata molto bene, e la sua spontaneità potrebbe aiutarlo ora che non c'è più nessun cronometro e pedana da sfidare, ed è meglio uno studio televisivo delle tante sale operatorie che ha dovuto frequentare, annacquando il suo talento.