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Jacobs battuto nei 60 indoor: non succedeva dal 2021. Vittoria a Omanyala

 Marcell Jacobs, 28 anni
 Marcell Jacobs, 28 anni 
Il campione olimpico dei 100 eguaglia il 6"57 di Lodz ma non riesce a battere il kenyano. Ancora ingessato, soprattutto in partenza, Marcell non è riuscito a venir fuori. Prossimo appuntamento domenica agli Assoluti di Ancona. Stecchi eguaglia il record italiano di Gibilisco nell'asta
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Dopo 20 successi consecutivi Jacobs interrompe la sua serie di successi nei 60 indoor: tolta la falsa partenza del meeting di Belgrado dello scorso anno, sulla distanza Marcell non perdeva dal 12 febbraio 2021. A Lievin, nella seconda uscita stagione dopo l’esordio da 6”57 a Lodz, il campione olimpico dei 100 metri ha chiuso al secondo posto il penultimo appuntamento al coperto prima degli Assoluti di Ancona (domenica) e degli Europei di marzo a Istanbul. Dopo il successo in batteria (6”64, terzo tempo di accesso alla finale) Jacobs si è fatto battere dal kenyano Omanyala (6”54), più veloce di tre centesimi rispetto al campione mondiale in carica, apparso ancora abbastanza ingessato soprattutto in partenza. Jacobs ha comunque eguagliato la sua miglior prestazione stagionale. " "Si impara anche dalle sconfitte, non è la prima volta" la reazione di Jacobs, "da domani mi rimetto a testa bassa a lavorare sulle cose che vanno corrette, come del resto ho fatto finora. Voglio affrontare al meglio i prossimi appuntamenti. Complimenti a Omanyala, ci incontreremo di nuovo".

Asta, record italiano eguagliato per Stecchi

Nel salto con l'asta vinto con 6,01 metri dallo svedese Mondo Duplantis, ha brillato Claudio Stecchi, secondo con il record italiano indoor eguagliato al primo tentativo, 5,82. L'astista azzurro ha saltato la stessa misura valicata esattamente 19 anni fa dal suo allenatore, oro iridato nel 2003, Giuseppe Gibilisco alla 'Druzhba Arena' di Donetsk in Ucraina, palazzetto distrutto da un incendio nel maggio 2014. Diverse le migliori prestazioni mondiali stagionali, da quella nei 1500 metri del norvegese Jakob Ingebrigtsen (3'32"38) agli 8,41 metri nel lungo del greco Miltiadis Tentoglou, dall'1'57"71 negli 800 della britannica Keely Hodgkinson al 14,81 metri nel triplo della cubana Liadagmis Povea. “Non ho parole - racconta Stecchi - dopo un anno e mezzo senza gare (da Tokyo, luglio 2021) potevamo anche accontentarci di finire le indoor a 5,50 e di pensare alla stagione all’aperto. E invece, gara dopo gara, abbiamo capito che si poteva salire, e di tanto. Il 5,72 di Torun mi ha dato le sicurezze che mi servivano. E oggi, quando ho saltato 5,73 alla prima, ho capito che sarebbe arrivato il record. Gibi? L’ho visto esultare in tribuna, ho sentito il suo urlo, la sua voce. Ci siamo abbracciati e non c’era tanto da dire, soltanto un ‘grazie’: entrambi sappiamo tutte le difficoltà che abbiamo affrontato in questi ultimi due anni”. A partire dall’operazione del novembre 2021 per un’ernia inguinale, e proseguendo con i problemi accusati ad entrambi i tendini d’Achille nei primi mesi del 2022. “Abbiamo ripreso ad allenarci soltanto nel settembre dello scorso anno - continua il 31enne - prima a Siracusa e poi a Castelporziano (Roma, ndr). Non ho mai pensato di smettere ma certamente uno stop così lungo non aiuta. Quindi ho capito che, ricominciando, dovevo cambiare qualcosa. E abbiamo modificato la tecnica di rincorsa: prima partivo da fermo, ho saltato così dai 15 ai 30 anni, e invece abbiamo introdotto un pre-avvio. I risultati per ora ci danno ragione”.

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