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Davide Ghiotto, argento ai Mondiali per il pattinatore filosofo e padre

Davide Ghiotto a Heerenven (reuters)
Un anno dopo il bronzo di Pechino, si conferma sui 5000 dello speed skating il ventinovenne finanziere vicentino, laureato in filosofia e padre di Filippo. A Heerenven oro all’olandese Roest
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HEERENVEN - Un anno dopo Pechino si conferma un protagonista olimpico: Davide Ghiotto, pattinatore di velocità, bronzo in Cina sui 10mila metri, conquista l'argento ai Mondiali al Thialf di Heerenveen, il tempio olandese dello speed skating. La distanza stavolta è dimezzata, ma anche sui 5000 metri il ventinovenne finanziere vicentino resta tra i migliori interpreti della specialità. Inchinandosi solamente al favorito della vigilia, l’olandese Patrick Roest, che lo ha battuto di 2”18. Bronzo al belga Bart Swings, rimasto a 4”12 dal vincitore. L'azzurro ha impostato una gara tutta d’attacco, tenendo un ritmo forsennato sin dai primi giri. La strategia lo ha portato a soffrire nel finale, chiudendo comunque con un ottimo 6’11”12. Sufficiente per la prima medaglia iridata della sua carriera, e la prima per l’Italia a distanza di otto anni dal secondo posto centrato da Fabio Francolini nella mass start. L'altro azzurro, Andrea Giovannini, ha invece concluso al 15° posto con il crono di 6’26”52.

Ghiotto sul podio con Patrick Roest (Olanda) e Bart Swings (Belgio) (reuters)

Ghiotto raggiunse la notorietà a Pechino, a un età ormai matura (28 anni), conquistando il bronzo olimpico e raccontando la sua storia di pattinatore laureato in filosofia. Ma anche padre di Filippo, figlio avuto con la compagna Susy con cui vive nel villaggio di San Gottardo, frazione di Zovencedo. Lo sport era già nel suo patrimonio familiare, visto che il padre Federico è stato ciclista professionista dal 1986 al 1993, correndo tra le altre formazioni per la Gis Gelati e l’Ariostea.

 

Cresciuto sui pattini a rotelle, Ghiotto è passato al ghiaccio trasferendosi a Trento per inseguire il sogno olimpico. Ma questo non gli ha impedito di inseguire altri traguardi. Non solo la famiglia, ma anche la laurea seguendo la passione per la filosofia, sopratutto per Schopenhauer e Nietzsche. Letture che l'hanno spinto a scegliere la tesi “Etica e suicidio”: "È affascinante scavare nell’animo umano per capire il coraggio estremo di una scelta simile, che va analizzata all’interno della nostra epoca, non stigmatizzata" disse. "C’è qualcosa nella mente umana che va compreso, se si vuole evitare di arrivare a certe conseguenze. E bisogna dedicarci tempo". In questa fase della vita sta trovando tempo per ottenere tante cose, comprese medaglie mai agguantate.