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Davide Ghiotto oro nei 10000, un azzurro campione del mondo nel pattinaggio di velocità

Il giro d'onore di Davide Ghiotto
Il giro d'onore di Davide Ghiotto (reuters)
A Heerenven battuti i favoriti olandesi, a tempo di record italiano. Il successo più grande per un atleta che era già stato medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Pechino 2022 e argento nei 5000 a questi Mondiali. Padre di Filippo, è figlio di un ciclista professionista ed è laureato in filosofia
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Alla collezione di medaglie degli sport invernali mancava quest'anno un oro nel pattinaggio di velocità: è arrivato. Ai Mondiali di Heerenven, nel tempio dello speed skating olandese, nel paese che ama e pratica di più questo sport, Davide Ghiotto ha vinto i 10000 metri. Migliorandosi ancora rispetto all'anno scorso, quando conquistò la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Pechino 2022, seguita dall'argento sui 5000 a questi Mondiali. Per l'Italia è la prima medaglia d’oro mondiale singole distanze, dopo l'unica di Roberto Sighel 31 anni fa nell'all around. Un bilancio limitato, in una specialità da sempre dominata, oltre che dagli olandesi (457 medaglie), da tedeschi (146), americani (155), norvegesi (173). Alle Olimpiadi invece erano arrivati i due ori a Torino 2006 di Enrico Fabris nei 1.500 metri e del team pursuit maschile, composto dallo stesso Fabris, Matteo Anesi, Ippolito Sanfratello e dalla riserva Stefano Donagrandi.
 

Davide Ghiotto sui 10000
Davide Ghiotto sui 10000 (reuters)

Ghiotto in crescendo fino al record italiano

Sull'anello di ghiaccio di 400 metri Ghiotto ha attaccato subito il suo avversario diretto nella quarta batteria, l'olandese Bergsma, accumulando sui primi 2000 metri quasi tre secondi di vantaggio. Salendo a quasi cinque a 14 giri dalla conclusione, con un ritmo costante di poco superiore ai 30 secondi a giro. Limando ancora verso il basso le sue prestazioni a sei giri dalla conclusione, quando l'olandese è rimasto a una decina di secondi. A quel punto Ghiotto ha continuato ad aumentare l'andatura, scendendo sotto i 30'', con una progressione inarrestabile che lo ha portato a infrangere il record italiano: 12:41.35. Il tempo del suo avversario diretto Bergsma rimarrà il migliore degli avversari: argento per l'olandese, a 14 secondi dall'azzurro. Bronzo per il norvegese Sander Eitrem.

Figlio di un ciclista professionista e padre di Filippo

A Pechino, a un età ormai matura (28 anni), Ghiotto salì sul podio della stessa specialità, i 10000, raccontando una storia fuori dal comune. Il padre Federico è stato uno sportivo, ma non nella specialità del figlio: ha corso infatti come ciclista professionista dal 1986 al 1993, in formazioni come la Gis Gelati e l’Ariostea. Cresciuto sui pattini a rotelle, l'azzurro è passato al ghiaccio trasferendosi a Trento per inseguire il sogno olimpico. Nel frattempo ha seguito la sua passione per la filosofia, sopratutto per Schopenhauer e Nietzsche, laureandosi con una tesi su “Etica e suicidio”. Ghiotto infine ha messo su famiglia con la compagna Susy, con cui vive nel villaggio di San Gottardo, frazione di Zovencedo, ed è diventato padre di Filippo.

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