Quanto vale il patrimonio di medaglie della Russia, e quanto può vincere l'Italia senza Mosca
di Mattia Chiusano , di Mattia ChiusanoL'Esecutivo del Cio ha dato il via libera per la riammissione solo di una piccola parte di atleti russi e bielorussi come "neutrali". Se alle Olimpiadi di Tokyo 45 delle 71 medaglie vinte da Mosca provenivano dalle forze armate, tutto questo mondo non sarà riammesso, così come i campioni inquadrati nei servizi di sicurezza, o i semplici sostenitori della guerra, magari presenti a una delle manifestazioni pro-Putin con la Z in bella evidenza. Poi non ci saranno le squadre, nemmeno quelle composte da due soli elementi come un doppio di tennis o di canottaggio. Quindi, come sarà lo sport internazionale da qui alle Olimpiadi di Parigi? Un antipasto si è già avuto nel 2022, l'anno in cui si è giocato senza una delle nazionali più celebrate. Non si vedeva un vuoto così grande dai tempi dei boicottaggi, dagli anni Ottanta non veniva asportata un'intera fetta del movimento, logica conseguenza della guerra in Ucraina…
L'Esecutivo del Cio ha dato il via libera per la riammissione solo di una piccola parte di atleti russi e bielorussi come "neutrali". Se alle Olimpiadi di Tokyo 45 delle 71 medaglie vinte da Mosca provenivano dalle forze armate, tutto questo mondo non sarà riammesso, così come i campioni inquadrati nei servizi di sicurezza, o i semplici sostenitori della guerra, magari presenti a una delle manifestazioni pro-Putin con la Z in bella evidenza. Poi non ci saranno le squadre, nemmeno quelle composte da due soli elementi come un doppio di tennis o di canottaggio. Quindi, come sarà lo sport internazionale da qui alle Olimpiadi di Parigi? Un antipasto si è già avuto nel 2022, l'anno in cui si è giocato senza una delle nazionali più celebrate. Non si vedeva un vuoto così grande dai tempi dei boicottaggi, dagli anni Ottanta non veniva asportata un'intera fetta del movimento, logica conseguenza della guerra in Ucraina e dell'iniziale raccomandazione del Cio di non invitare gli atleti dello stato aggressore e del suo alleato. Nuove gerarchie, medaglieri sorprendenti, star come Medvedev e Rublev rimasti sul circuito da apolidi, mentre lottatori e ginnasti venivano esclusi dai campionati.
In attesa di scoprire come se la caverà il mondo dello sport nei prossimi mesi, il patrimonio russo è stato finora diviso tra americani, cinesi, e dietro le due superpotenze c'è l'Italia. Negli spazi un tempo occupati da russi e bielorussi (7 medaglie a Tokyo), gli azzurri hanno saputo essere protagonisti: sette gare olimpiche in cui Mosca e Minsk sono salite sul podio in Giappone hanno visto primi gli azzurri, alla luce dei Mondiali disputati nel 2022 o del ranking internazionale nel caso in cui non ci sia stata la rassegna iridata. Due gli argenti, tre i bronzi. Nelle stesse condizioni, l'Italia avrebbe potuto avvicinare quota 50 medaglie, invece delle 40 vinte in Giappone. In vista di Parigi, gli azzurri vogliono mantenere il terreno conquistato.
Ceccon e l'ombra di Rylov
Una delle due doppiette russe a Tokyo 2020 (l'altra fu nella sciabola femminile) rievoca i giorni dei Mondiali di Budapest: la nuotata ciclonica di Thomas Ceccon, la vittoria nei 100 dorso davanti a due americani. Come Martinenghi è inseguito dalla figura di Adam Peaty, sul campione vicentino che si allena a Verona aleggiano le figure di Evgeny Rylov (campione pro-Putin) e Kliment Kolesnikov, oro e argento a Tokyo. Ma Ceccon ha risposto ai fantasmi col record del mondo, un 51''60 mai nuotato dai russi. Toccherà a Rylov, un giorno, migliorarsi. Se mai tornerà ai Giochi dopo aver appoggiato apertamente la guerra.
Il blitz di Cerioni in assenza dei russi
La scherma deludente a Tokyo non ha solo sfruttato il fattore R (Russia out), ma anche quello C, e in questo caso si parla di Stefano Cerioni, autentico stratega del fioretto e motivatore di campionesse smarrite (Arianna Errigo) e giovani sul punto di smettere (Tommaso Marini). Risultato: due ori a squadre ai Mondiale del Cairo nel fioretto, in cui era arrivato solo un bronzo olimpico delle ragazze e Mosca aveva portato a casa un oro e un argento. Da aggiungere due argenti (Errigo e spada a squadre): Cerioni è stato il più bravo a sfruttare le praterie lasciate libere dai russi nel fioretto, prima o poi dovrà anche essere il più convincente quando gli assenti torneranno e sarà proibito lasciarsi prendere dal panico.
Giannelli, Raffaeli e i pugili
All'Italia campione del mondo di volley, che ha battuto la Francia d'oro a Tokyo e i padroni di casa della Polonia, è mancato solo il confronto con la medaglia d'argento olimpica: la Russia, appunto. Ma se le linee guida restano quelle stabilite dal Cio Giannelli & C. a Parigi dovranno pensare alla Polonia, al Brasile, alla Francia, ma non alla Russia ormai fuori gioco. Come Sofia Raffaeli sa che la sua medaglia d'oro nella ritmica sarebbe messa a dura prova dalle gemelle russe Dina e Arina Averina, anche se le due sono apparse in una celebre manifestazione a Mosca accanto a Putin e sono a rischio esclusione. L'assenza del rivale Michail Artamonov (bronzo a Tokyo) non ha scalfito l'oro iridato di Vito Dell'Aquila nel taekwondo, mentre in assenza di un Mondiale di boxe maschile nel 2022 il ranking assegna un numero 1 del ranking a Salvatore Cavallaro nei medi (ex aequo con un brasiliano e un cubano), e il n.3 di Aziz Abbes Mouhiidine nei massimi è una sfida ancora più solida.
Usa e Cina nelle gare dei russi
Non è questione solo di gare singole, ma di interi sport che hanno cambiato faccia. La Russia ha una squadra fortissima di tiro a segno che a Tokyo ha vinto 8 medaglie, un patrimonio sul quale è arrivata soprattutto la Cina. Pronta anche a inserirsi nella ginnastica maschile, dove è tornata dominatrice della gara a squadre dopo 4 anni, e nel nuoto artistico. Gli Usa sono invece ridiventati prima squadra femminile con le eredi di Simone Biles, e hanno occupato gli spazi della lotta, con 4 ori tra uomini e donne. Nei nuovi equilibri dell'anno 2022 si è vista la brasiliana Jade Barbosa campionessa nell'all around dell'artistica, l'Armenia d'oro al volteggio maschile e nella lotta greco-romana, e la giapponese Misaki Emura prima ai Mondiali nella sciabola dove le russe spadroneggiavano.
I russi con un nuovo passaporto
Se Russia e Bielorussia sono sparite nel 2022 (Mosca a Tokyo era nascosta sotto la bandiera olimpica per gli scandali doping), le due nazioni riemergono qua e là attraverso atleti che hanno acquisito un nuovo passaporto. Partendo magari da repubbliche coinvolte in prima linea nella guerra. Nella lotta è ceceno il campione del mondo albanese Zelimkan Abakarov, mentre dal Daghestan arriva Magomedkhan Magomedovitch Magomedov, e dalla Cabardino-Balcaria Iszmail Muszukajev, entrambi medagliati per Azerbaigian e Ungheria. Anche l'Italia ha il suo lottatore un tempo russo: Danila Sotnikov, che punta su un podio a Parigi nei 130 chili. Senza le Averina, Sofia Raffaeli ha battuto la siberiana Darja Varfolomeev, tedesca grazie al nonno, mentre la bionda Anna Bashta da Togliatti da tempo è azera, e da luglio vicecampionessa del mondo di sciabola. Piccole presenze per ricordare che quando torneranno, russi e bielorussi, saranno molto ingombranti, e il loro ingresso nella famiglia olimpica sarà fonte di polemiche che nemmeno il diplomatico più navigato potrà gestire facilmente.