Sport

Augusta Masters, sorrisi e sanzioni: la guerra del golf continua

Augusta Masters, sorrisi e sanzioni: la guerra del golf continua
(reuters)
Dal 6 aprile all'Augusta National il torneo più affascinante. Il campione in carica è Scottie Scheffler, numero 1 del mondo. Tiger Woods insegue la sesta vittoria. Ma affiorano le tensioni create dalla nascita della Superlega araba che piace a Trump
2 minuti di lettura

AUGUSTA (GEORGIA) - In apparenza è tutto come sempre, qui, all’Augusta National, il campo più celebrato e affascinante del mondo: le migliaia di azalee di tante specie diverse sono al loro posto, anche se l’assenza di sole le imporpora di meno; il verde di green e fairways è quasi irreale nella sua impeccabilità; 40-50 mila spettatori sciamano qui fin dal lunedì, anche se il torneo comincerà solo giovedì, felici comunque di vedere in allenamento i grandi del golf mondiale e di spendere migliaia di dollari in gadget di ogni genere, esaurendo le pur generose scorte; e, naturalmente, non manca nessuno dei campioni più grandi, presenti e passati. Perché il Masters, il torneo dei Maestri, è un appuntamento imperdibile e riservato strettamente a un’élite di 88 giocatori, poco più della metà rispetto alle altre tappe  del Circo Verde, cui nessun  professionista sano di mente rinuncerebbe mai. Ma le tensioni create dalla nascita della LIV, la Supelega concorrente allestita dall’Arabia Saudita a suon di miliardi, affiorano tra i sorrisi di circostanza che i giocatori dell’una dell’altra parte si scambiano, dopo una vita di amichevole colleganza.

Da tradizione, il martedì sera, si svolge il Champions Dinner, la cena riservata soltanto a chi è riuscito a vincere qui, con il menu scelto dal campione in carica, in questo caso il texano Scottie Scheffler, attualmente n.1 del mondo. Perciò sono stati costretti a ritrovarsi allo stesso tavolo giocatori che, nei mesi scorsi, si sono scambiati via social commenti non sempre gentili. Più d’uno ha definito “awkward”, imbarazzante, questa prospettiva a marcare lo strappo tra il fairplay di sempre e l’inedita situazione attuale. E proprio di queste ore è la notizia che un tribunale inglese ha ritenuto ammissibili le multe che il DP World Tour (il circuito europeo) ha comminato ai giocatori che, passati alla LIV, hanno voluto essere inseriti ugualmente in alcuni dei suoi tornei. 

Tiger Woods e il campo di Augusta: "O sai come affrontarlo o sono guai"

La guerra del Golf, insomma, continua e altri contrasti vivrà. Ma, una volta al via, questo storico torneo stabilirà una tregua. Perché quando è il campo a parlare, il resto non conta. E questo campo con le sue mille insidie, ne ha di cose da dire. “Ad Augusta l’unico posto dove ti ritrovi con i piedi in piano è alla partenza di ogni buca” ha detto in conferenza stampa il più grande di tutti, Tiger Woods. “O sai come affrontarlo o sono guai.” Lui, che il Masters l’ha vinto cinque volte, dal '97 in qua, non può più essere tra i favoriti, dopo il tragico incidente d’auto di due anni fa che stava per costargli l’amputazione della gamba sinistra. “Sono molto fortunato semplicemente ad averla ancora questa gamba: la mia” ha risposto Woods a chi gli chiedeva che chances potesse ancora avere di essere competitivo. Come a dire: ho rischiato di dovermi impiantare una protesi. Il resto è un di più del destino.

L’ultima sua vittoria qui (e in assoluto) è del 2019, quando scavalcò il nostro Francesco Molinari nelle ultime sette buche della domenica. Poi, l’incidente. Ma grazie alla sua “stuborness”, la testardaggine che si è attribuito come un requisito fondamentale di tutta la sua straordinaria carriera, si mette ancora alla prova. Ed è ancora qui, per la 26esima volta. Anche Francesco Molinari, è ancora qui ma neanche per lui i pronostici sono favorevoli, reduce come è da un lungo periodo di mediocrità innescato proprio dalla grande delusione del Masters mancato quattro anni fa. Ma di gioco e di giocatori riparleremo ampiamente, da domani.

I commenti dei lettori