ROMA - E' una camera con vista sulla Ryder di fine settembre, questa 80esima edizione dell'Open d'Italia di golf. Sul campo i segni premonitori del megaevento dominano la scena: la monumentale tribuna già allestita sul tee di partenza della prima buca risulterà ben poco frequentata in questi pur gratuiti giorni di torneo, ma strariperà di pubblico internazionale il 29 settembre quando la prima pallina della sfida Europa-USA prenderà il volo. E un'altra imponente struttura sarà montata alla 18, una volta esauriti i giorni dell'Open, oltre alle varie altre tribune minori (ma non troppo) disseminate lungo il percorso del Marco Simone.
Ma la prospettiva di settembre occupa i pensieri e le parole anche dei principali protagonisti da giovedì a domenica. Luke Donald, il capitano di Team Europe è arrivato a Roma con largo anticipo per godersela un po' da turista. Lui e la sua famiglia (che ha portato con sé) ne sono innamorati e nei loro percorsi capitolini non manca mai una puntata alle gelaterie nostrane, che adorano. Come dargli torto, del resto? Ma la Ryder, appunto, è onnipresente nelle dichiarazioni della vigilia: "Ho giocato qui l'anno scorso - ha detto Donald in conferenza stampa - e trovo che sia una campo bello e divertente. Abbiamo fatto apportare alcune modifiche per renderlo ancora più "tricky", insidioso, e qualcos'altro ancora cambieremo. Dobbiamo sfruttare il vantaggio di giocare in casa e assecondare maggiormente le caratteristiche dei giocatori europei rispetto a quelle degli americani." Tradotto, vuol dire fairway più stretti, rough più alto (cioè le zone di erba incolta che intrappolano i tiri meno precisi) e green un filo più lenti, visto che gli yankee sono abituati a quelli più veloci.
Ci sarà un italiano in Ryder?
Inutile tentare di strappare al Capitano uno spiraglio di speranza sulla convocazione eventuale di giocatori italiani. Che si tratti di Francesco Molinari (assente qui perché impegnato in America) o di Guido Migliozzi, che proprio da qui invece avvierà il suo tentativo di scalata, solo i risultati potranno aiutarli. Per Francesco servirebbe un ritorno alla continuità smarrita per garantirgli una wild card di stima, per l'esperienza e per i miracoli compiuti nell'edizione parigina di 5 anni fa, quando con 5 vittorie su 5 fu l'indiscusso protagonista. Quanto a Migliozzi, se vuole avere chances deve tornare a somigliare al campione capace di vincere l'Open di Francia 2022, grazie anche a uno spettacolare colpo sulla 72esima buca ("E' stato probabilmente lo shot of the year" ha ricordato Luke Donald, cioè il colpo più bello giocato sul Tour in tutta la stagione).
Triplice sfida danese per la vittoria
Soprattutto su loro e su Edoardo Molinari convergerà il tifo del pubblico di casa, mentre i favori della vigilia per la vittoria finale si dividono equamente tra i gemelli danesi Hojgaard, il campione in carica MacIntyre che prevalse uno anno fa allo spareggio su Fitzpatrick, dopo una lunga sfida a tre che escluse solo all'ultimo McIlroy e l'altro danese Olesen, vincitore nel 2018 a Gardagolf. Una delle mille variabili che il Golf può proporre è anche il polacco Meronk, protagonista anche in America di un eccellente avvio di stagione. Edoardo, vicecapitano Ryder, è da tempo perfettamente calato nel ruolo. Inutile perciò cercar di carpire almeno da lui, qualche indiscrezione sulle ultime modifiche stabilite per il campo. "Abbiamo ancora qualche carta da giocare - dice - ma non la sveleremo di certo favorendo gli avversari". Si chiama pretattica, anche nel Golf.