Golf, Open d'Italia: in testa Pavon. Solo Migliozzi fa bene tra gli italiani
di Massimo De LucaRoma - Nella giornata inaugurale, dominata dal 30enne francese Mathieu Pavon in 63 colpi (8 sotto il par) inseguito con 65 dal 33enne tedesco Maximilian Kieffer stava subentrando, buca dopo buca, un senso di patriottico scoramento. Non uno della nutrita pattuglia di giocatori italiani riusciva infatti a sollevarsi da una malinconica mediocrità. Non Renato Paratore (+1 come Di Nitto e Zemmer); non Francesco Laporta (+2) e nemmeno Edoardo Molinari (+3 come Filippo Celli). Al punto che, a metà giornata, l’unica buona notizia l’aveva portata un veterano, il 52enne Peppo Canonica che, quanto meno, aveva chiuso in par. Ma per una comunità che si accinge a ospitare la Ryder Cup e coltiva la speranza di vedere in squadra almeno un azzurro, il momentaneo verdetto andava assumendo toni scoraggianti. Canonica, dopo una onorevole carriera impreziosita da una vittoria sul Tour Europeo a Gleneagles, in Scozia, nell’anno del Signore 2005, si era dedicato quasi esclusivamente all’insegnamento prima di rimettere i ferri in sacca per gareggiare nel circuito riservato agli over 50. Ottenuto l’invito per questo Open, l’ha sfruttato, installandosi al 40° posto.
Ma non ci si poteva certo accontentare di questo tardivo ruggito di orgoglio e quando stava per subentrare la rassegnazione, è arrivata per fortuna la zampatina del 26enne Guido Migliozzi, unica nuova speranza-Ryder del momento. Con un altalenante giro in 69 colpi (-2) alimentato da 6 birdie ma appesantito da 4 bogey, si è inserito al 18esimo posto lasciando intendere di poter combinare qualcosa di buono, e di migliore nei giorni a venire e, soprattutto, di poter intanto passare il taglio restando in gara fino a domenica. Cosa che, per tutti gli altri italiani non è affatto scontata e, per alcuni, è addirittura proibitiva.
Quel leader francese, figlio di un’altra arte
Il momentaneo leader, Pavon è un po’ figlio d’arte, anche se di un’altra arte. Papà Michel, infatti, ha una lunga storia calcistica nella “Ligue 1” francese culminata nel Bordeaux di cui è stato capitano, alla fine degli anni ‘90, poi allenatore.Ma il giovane Mathieu ha preferito il golf dove finora si è barcamenato senza troppi squilli, fatta eccezione per due successi sull’Alps Tour (praticamente la serie C europea) e per un quasi insperato 25° posto all’US Open del 2018, cui era approdato grazie alle qualificazioni e non per classifica mondiale. In pratica un regolarista con rari picchi di rendimento (164esimo in classifica mondiale) che però ha conosciuto al Marco Simone una mattinata di gloria, punteggiata da 9 birdie e un solo bogey. Un tardo pomeriggio di gloria, invece, per il 33enne tedesco Maximilian Kieffer, cresciuto al Golf Club di Düsseldorf all’ombra di Martin Kaymer, ex n.1 del mondo. Con un giro in 65 colpi, macchiato solo da un bogey alla 17, ha scavalcato tutti tranne il leader, che ora tampina con un distacco di due colpi. Lo inseguono con 66 l’altro francese Julien Guerrier e il cinese Ashun Wu. Ma è solo il primo giorno. E c’è tutta una storia da scrivere.