ROMA - E' bastato un ordinario giro in 70 colpi (-1) a Mathieu Pavon, il francese leader del primo giro, per restare davanti a tutti e nemmeno di cortissimo muso all'Open d'Italia, visto che lo spagnolo Otaegui (ottimo il suo 67 di giornata) e l'altro francese Guerrier (69) inseguono a due colpi. Merita attenzione la risalita del polacco Meronk, quarto con un colpo in più. Quattro birdie e un bogey (il primo in due giorni) per lui che sta risultando il più regolare. Ha ottenuto quattro buoni piazzamenti in America quest'anno ed è in crescita costante. Meglio tenerlo d'occhio, nel week end.
Il campo vince la sua sfida
Se dopo due giornate di bel tempo e vento moderato il migliore di tutti è nove colpi sotto il par, e gli è bastato un giro in -1 per restare in vetta, vuol dire semplicemente che il campo sta reggendo ancora una volta la sua sfida con i giocatori, come dimostra la soglia del taglio per l'ammissione ai due giorni conclusivi, fissata a +2. Prevedibilmente risulterà più che impegnativo per la Ryder Cup in settembre, quando avrà subito altre piccole modifiche tese a renderlo un po' indigesto ai bomber americani e quando il rough (le zone di erba alta) sarà ulteriormente cresciuto. Intanto il 26enne sudafricano Lawrence centrando col primo colpo la buca 7 (un par 3 di 200 metri) ha vinto la macchina messa in palio dallo sponsor DS. Una buona consolazione perché, nonostante quell'eagle, è fuori dal torneo. Non basta un super colpo a fare un risultato.
Decimato il clan degli italiani
La ghigliottina del taglio ha drasticamente assottigliato il clan degli Italiani. Tre soli i superstiti: il migliore è stato Renato Paratore, 26enne enfant du pays nato e cresciuto golfisticamente al Parco di Roma, campo a una decina di km dal Marco Simone. Un giro accorto e paziente, cominciato male (bogey alla 1) ma recuperato bene con 4 birdie ad ammortizzare il secondo bogey incassato sulla delicatissima buca 14. Chiudendo in 69 colpi ha scalato la classifica fino al 26esimo posto, condiviso con un altro soggetto da sorvegliare, il danese Nicolai Hojgaard, vincitore qui nel '21 e oggi autore di un buon 68. La sorpresa è Aron Zemmer, trentenne altoatesino dell'Alpe di Siusi, abituato a gareggiare nei circuiti minori ma dimostratosi perfettamente a suo agio qui tanto da qualificarsi senza affanno con un giro in stretto par che vale il 33° posto e una notte tra soddisfazione e adrenalina per i due ultimi giorni di gara. La speranza è Migliozzi (oltre naturalmente a Paratore) che ha dovuto limitare i danni di una giornata sua non eccezionale, chiusa in 74 colpi. E' 33° con il par: dovrebbe cambiar marcia per arrampicarsi in classifica ma intanto c'è e a un certo punto non pareva così scontato.