✕

Ritmica, abusi sulle ginnaste: giudizio immediato per l’istruttrice Gatti

Il Gip accoglie la richiesta della Procura per i fatti di Imola. Alcune minorenni fra le vittime: “Un disegno criminoso”. Udienza il 12 ottobre
1 minuti di lettura

Il Gip di Bologna ha disposto il giudizio immediato per Eleonora Gatti, l'allenatrice di ginnastica ritmica accusata di abusi fisici e psicologici sulle sue allieve, alcune delle quali minorenni. Come raccontato da Repubblica, Gatti era già stata sospesa in via cautelare per i fatti avvenuti nella palestra dove si allena la Biancoverde Imola. Avrebbe creato, per più di 10 anni, "un clima penoso di ingiustificata oppressione, costante paura e sottomissione, in tal modo da rendere il regime di vita e degli allenamenti intollerabilmente ostile, oppressivo e vessatorio", secondo gli inquirenti. Che hanno raccolto prove a sufficienza per chiedere di procedere subito nei confronti dell'istruttrice: l'udienza è fissata il 12 ottobre.

Nel decreto del Gip si legge che Gatti è imputata perché "con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, esercitando su di loro la propria autorità" sottoponeva sistema…

Il Gip di Bologna ha disposto il giudizio immediato per Eleonora Gatti, l'allenatrice di ginnastica ritmica accusata di abusi fisici e psicologici sulle sue allieve, alcune delle quali minorenni. Come raccontato da Repubblica, Gatti era già stata sospesa in via cautelare per i fatti avvenuti nella palestra dove si allena la Biancoverde Imola. Avrebbe creato, per più di 10 anni, "un clima penoso di ingiustificata oppressione, costante paura e sottomissione, in tal modo da rendere il regime di vita e degli allenamenti intollerabilmente ostile, oppressivo e vessatorio", secondo gli inquirenti. Che hanno raccolto prove a sufficienza per chiedere di procedere subito nei confronti dell'istruttrice: l'udienza è fissata il 12 ottobre.

Nel decreto del Gip si legge che Gatti è imputata perché "con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, esercitando su di loro la propria autorità" sottoponeva sistematicamente le allieve "a continue umiliazioni e soprusi". Le vittime, rimaste in silenzio per anni, dopo lo scandalo che ha travolto la ginnastica italiana hanno trovato il coraggio di parlare con l'aiuto di ChangeTheGame, l'associazione che combatte gli abusi nello sport.

Il giudice parla di "ripetute minacce di esclusione dalle competizioni ufficiali e di punizioni disciplinari", come "scendere, salire e scendere su una fune di 5/6 metri ancorata al soffitto usando esclusivamente la forza delle braccia". E ancora: percosse, schiaffi sulla pancia o sulle cosce e pizzicotti sulle gambe e sul sedere che lasciavano il segno, epiteti ingiuriosi e denigratori ("cretina, fallita"). Nell'atto figura anche un secondo capo di imputazione per lesioni personali per un violento pizzico che ha cagionato alla vittima una escoriazione della pelle. Nel frattempo, sono al lavoro anche più procure ordinarie (Monza e Treviso su tutte) per fare luce su altri abusi subiti e denunciati da giovani ginnaste italiane.