Golf, storico accordo di pace: americani ed europei stringono la mano ad arabi (e Trump). Sì agli investimenti di Riad e ai tornei a squadre
di Mattia ChiusanoUn accordo storico, che chiude una lotta che stava spaccando il golf. Da una parte il circuito americano (Pga Tour) e quello europeo (DP World Tour), dall'altro quello saudita (con importante sostegno trumpiano) che sotto l'acronimo LIV proponeva gare a squadre, franchigie tipo football americano, concerti ed eventi collaterali. Una vera e propria Superlega del golf, come non era riuscita al calcio. Uno scisma che aveva portato alcuni campioni coperti di dollari del Golfo ad essere esclusi dal circuito Usa, rispondendo con esposti alla corte distrettuale della California per violazione della legge antitrust, o aveva provocato casi estremi come la vittoria di Brooks Koepka, appartenente agli "eretici" di LIV, nel PGA Championship, il secondo Major della stagione a cui aveva ancora diritto di partecipare.
Un accordo storico, che chiude una lotta che stava spaccando il golf. Da una parte il circuito americano (Pga Tour) e quello europeo (DP World Tour), dall'altro quello saudita (con importante sostegno trumpiano) che sotto l'acronimo LIV proponeva gare a squadre, franchigie tipo football americano, concerti ed eventi collaterali. Una vera e propria Superlega del golf, come non era riuscita al calcio. Uno scisma che aveva portato alcuni campioni coperti di dollari del Golfo ad essere esclusi dal circuito Usa, rispondendo con esposti alla corte distrettuale della California per violazione della legge antitrust, o aveva provocato casi estremi come la vittoria di Brooks Koepka, appartenente agli "eretici" di LIV, nel PGA Championship, il secondo Major della stagione a cui aveva ancora diritto di partecipare.
Ma tutto questo è alle spalle, dopo l'annuncio dell'accordo tra i circuiti tradizionale e il Public Investment Fund saudita (PIF) che aveva finanziato il circuito "ribelle", forte di un portafoglio da 620 miliardi di dollari e dei legami col principe saudita Mohammed bin Salman. "Le parti hanno firmato un accordo" è scritto nel comunicato, "che combina le attività e i diritti commerciali di PIF (incluso LIV Golf) con le attività commerciali e i diritti di Pga Tour e DP World Tour in una nuova entità a scopo di lucro di proprietà collettiva per garantire che tutti le parti interessate beneficino di un modello che offra la massima eccitazione e competizione tra i migliori giocatori del gioco".
Vincono un po' tutti, con questo accordo. Americani ed europei che vedranno aumentare il giro d'affari, grazie all'investimento di capitale degli arabi "nella nuova entità per facilitarne la crescita e il successo": il Pga Tour in particolare nominerà la maggioranza del Consiglio della nuova organizzazione. Ma anche l'Arabia Saudita vede riconosciuta la bontà del suo progetto e della sua formula, visto che i custodi della tradizione hanno parlato di "far crescere il golf di squadra in futuro". In pratica, oltre ai tornei tradizionali da 156 giocatori su 72 buche, entreranno in calendario come tornei ufficiali quelli altamente spettacolari e compatti (54 buche) che radunavano folle impegnate anche nei djset e nelle degustazioni degli eventi LIV.
Finirà il braccio di ferro che aveva portato al ritiro della membership del circuito americano ad alcuni campioni che giocavano per i sauditi: nomi colossali, come oltre a Koepka Cameron Smith, Dustin Johnson, Patrick Reed, Sergio Garcia, Louis Oosthuizen, Henrik Stenson (capitano degradato del team europeo della Ryder Cup), Ian Poulter, solo per citarne alcuni. "L'annuncio di oggi sarà seguito da una conclusione concordata di comune accordo a tutte le controversie pendenti tra le parti partecipanti" sottolinea il comunicato. "Inoltre, le tre organizzazioni lavoreranno in modo cooperativo e in buona fede per stabilire un processo equo e obiettivo per tutti i giocatori che desiderano presentare nuovamente domanda di adesione al Pga Tour o al DP World Tour".
"Dopo due anni di interruzioni e distrazioni, questo è un giorno storico per il golf che tutti conosciamo e amiamo", dichiara il commissario del Pga Tour Jay Monahan. "Questa partnership trasformativa riconosce la forza della storia, dell'eredità e del modello competitivo del Pga Tour, combinato con il DP World Tour e LIV - incluso il concetto di golf a squadre - per creare un'organizzazione che andrà a beneficio dei giocatori, dei tifosi, dei partner commerciali e di beneficenza". Non si tratta solo di fare la pace, ma anche di impostare le basi per il golf del futuro: il più grande successo del fronte Bin Salman-Trump: "Non è solo una soluzione alla spaccatura nel nostro gioco" spiega Monahan, "ma anche un impegno a portarlo a nuovi livelli. Questo genererà una nuova era nel golf globale, in meglio”.
Festeggiano i massimi esponenti sauditi, con le parole di Yasir Al-Rumayyan governatore del PIF: "Oggi è un giorno molto emozionante. Siamo orgogliosi di collaborare con il Pga Tour per sfruttare il successo senza precedenti di PIF aumentando valore e portando innovazione. Ci impegniamo a unificare, promuovere e far crescere il golf in tutto il mondo coltivando nuovi fan".