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Javier Sotomayor: "Saltavo più in alto di una porta di calcio. Tamberi mi piace, ma non batterà il mio record"

Detentore del record del mondo dal 1988, ritoccato nel 1993 fino al tutt'ora ineguagliato 2,45: "Contento che nessuno mi abbia superato". Il figlio è campione di Spagna Under 18: "Ma se il suo termine di paragone sono io è complicato...". Mito dell'Isla: "Non stiamo attraversando il nostro miglior momento. La crisi economica dovuta all'embargo ci sta mettendo in ginocchio".
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All'ingresso della sua casa a L'Avana, Javier Sotomayor ha piazzato un'asticella a 2 metri e 45 centimetri di altezza: "Così chi entra ci deve passare sotto. Non posso credere che saltavo più in alto di una porta di calcio o di una rete di pallavolo...". Anche il locale di sua proprietà nella capitale cubana, Sports Bar 245, ricorda nel nome l'oramai leggendario record che stabilì nel 1993 a Salamanca e che nessuno è ancora riuscito a battere: "In realtà detengo il primato da 35 anni, dal 1988 quando saltai 2,43 sempre a Salamanca". Una quota, quest'ultima, che soltanto Mutaz Essa Barshim è riuscito a eguagliare nel 2014. Oggi quello stadio porta il suo nome e lì vicino, lo scorso mese di marzo, suo figlio Jaxier si è proclamato campione di Spagna Under 18, saltando al primo tentativo 1,99 metri.

Va e viene da Cuba per stare vicino e allenare Jaxier. È un padre esigente?
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All'ingresso della sua casa a L'Avana, Javier Sotomayor ha piazzato un'asticella a 2 metri e 45 centimetri di altezza: "Così chi entra ci deve passare sotto. Non posso credere che saltavo più in alto di una porta di calcio o di una rete di pallavolo...". Anche il locale di sua proprietà nella capitale cubana, Sports Bar 245, ricorda nel nome l'oramai leggendario record che stabilì nel 1993 a Salamanca e che nessuno è ancora riuscito a battere: "In realtà detengo il primato da 35 anni, dal 1988 quando saltai 2,43 sempre a Salamanca". Una quota, quest'ultima, che soltanto Mutaz Essa Barshim è riuscito a eguagliare nel 2014. Oggi quello stadio porta il suo nome e lì vicino, lo scorso mese di marzo, suo figlio Jaxier si è proclamato campione di Spagna Under 18, saltando al primo tentativo 1,99 metri.

Va e viene da Cuba per stare vicino e allenare Jaxier. È un padre esigente?
"Per forza. Ce ne sono di più esigenti, ma è doveroso farlo".

Alla sua età, 15 anni, superò per la prima volta i due metri. Due anni più tardi volò a 2,33. Dove può arrivare Jaxier?
"È ancora presto per dirlo, ma se il suo termine di paragone sono io è complicato...".

Eppure non può essere altrimenti.
"Mi sforzo per evitare che non faccia paragoni di questo tipo e anche ai parenti e agli amici dico sempre di evitare commenti del tipo 'alla tua età tuo padre faceva questo'".

Suo figlio s'ispira a lei. Chi erano, invece, i suoi idoli?
"Ne avevo vari, sia cubani che stranieri. Da Juantorena a Casañas. Ma anche Moses, Lewis e Bubka".

E Dick Fosbury?
"Certo. Grazie a lui sono potuto arrivare così in alto. Senza la sua rivoluzione non ci sarei mai riuscito".

A proposito di rivoluzioni. Ha ammesso di aver pianto per la morte di Maradona e brindato alla sconfitta di Trump perché durante il suo mandato, Cuba ha fatto "due passi indietro rispetto a Obama". Come vanno adesso le cose?
"Non stiamo attraversando il nostro miglior momento. La crisi economica dovuta all'embargo ci sta mettendo in ginocchio".

A oltre 30 anni di distanza, si sente più orgoglioso per l'oro a Barcellona nel '92 o per il record?
"Sono i due ricordi più belli che ho. Vincere un'Olimpiade è la cosa più grande che può capitare a un atleta. Detto questo, il fatto che dopo così tanto tempo nessuno sia riuscito a superarmi mi riempie di soddisfazione. A Cuba, oramai, mi ricordano più per il record".

Sotomayor come Moses, Beamon, Mennea...
"Che orgoglio! Me lo ripeto quasi ogni giorno".

È geloso del suo record o, come hanno detto altri, le piacerebbe che qualcuno riuscisse a superarlo?
"Vivo con la curiosità di vedere per quanto tempo ancora riuscirò a mantenerlo. Di certo non mi sarei mai aspettato di farlo così a lungo. Ero convinto che qualcuno mi avrebbe superato".

E, invece, non solo non lo superano ma non riescono nemmeno ad avvicinarlo. Come se lo spiega?
"Una spiegazione, in realtà, non ce l'ho. Barshim ci è andato davvero vicino. E anche Bondarenko sebbene è da un paio di anni che non salta più".

E Tamberi?
"È relativamente giovane ed è stato sfortunato con gli infortuni, ma credo che lo rivedremo presto ai suoi massimi livelli. Può saltare di nuovo tranquillamente i 2,39 e anche i 2,40. Mi piace il suo stile".

Ha condiviso la sua decisione di condividere l'oro olimpico con Barshim?
"Ai miei tempi sarebbe stato obbligatorio lo spareggio, ma se fossi stato in loro avrei fatto la stessa cosa".

La sensazione è che Marcell Jacobs, invece, andrebbe allo spareggio con Kerley. Peccato non vedere la loro sfida al Golden Gala.
"Marcell è uno dei migliori atleti in circolazione in questo momento. È uno di quelli che grazie alle sue caratteristiche e alla sua capacità di continuare a migliorarsi potrebbe ripetere l'impresa di bissare l'oro olimpico".

Chi le ricorda?
"La parte positiva, e solo quella, di Ben Johnson".