Marcell Jacobs lontano dal traguardo, c'è un campione che non vince più
di Emanuela AudisioPARIGI - Due metri e mezzo da recuperare. Marcell Jacobs a due mesi dai mondiali di Budapest è indietro. Molto lontano dal traguardo. La sua prima gara all'aperto sui 100 metri è un brutto esordio, anzi un venerdì nero. Il suo 10"21 è poca cosa. Un tempo da pre-Jacobs campione olimpico. Lo ha ammesso anche lui con sincerità. Nessuna progressione, nessuna accelerazione. Eppure stava bene, non zoppicava. L'avevamo lasciato dieci mesi fa, oro agli europei di Monaco in 9"95. La sua corsa sciolta e scorrevole non c'è più e nemmeno la sua ritmica. Lo ritroviamo spento in un inizio di stagione dove tutti hanno accessi i razzi. Capita una sera sbagliata, ma colpiscono la sua passività e i suoi piedi vuoti. Giusto una smorfia quando dopo 30 metri si è visto sorpassato.
Jacobs, un campione…
PARIGI - Due metri e mezzo da recuperare. Marcell Jacobs a due mesi dai mondiali di Budapest è indietro. Molto lontano dal traguardo. La sua prima gara all'aperto sui 100 metri è un brutto esordio, anzi un venerdì nero. Il suo 10"21 è poca cosa. Un tempo da pre-Jacobs campione olimpico. Lo ha ammesso anche lui con sincerità. Nessuna progressione, nessuna accelerazione. Eppure stava bene, non zoppicava. L'avevamo lasciato dieci mesi fa, oro agli europei di Monaco in 9"95. La sua corsa sciolta e scorrevole non c'è più e nemmeno la sua ritmica. Lo ritroviamo spento in un inizio di stagione dove tutti hanno accessi i razzi. Capita una sera sbagliata, ma colpiscono la sua passività e i suoi piedi vuoti. Giusto una smorfia quando dopo 30 metri si è visto sorpassato.
Jacobs, un campione che naviga a vista
Quest'inverno nelle indoor ha rimediato tre sconfitte, due dall'italiano Ceccarelli, ma lì era una questione di centesi mentre ora il divario è più netto. E' alla quarta sconfitta consecutiva del 2023. Tanto da far pensare a un caso Jacobs di cui sarebbe bene che la federazione si occupasse. L'atleta era fragile prima, da saltatore in lungo, ed è fragile ora da sprinter. Ci sta, non è colpa sua. Ma ad un anno dai Giochi di Parigi c'è un campione olimpico azzurro dei cento metri (il primo) che naviga a vista, di cui nessuno conosce i programmi, lo stato di forma, l'allenamento. Il suo crono non è competitivo, il più veloce degli azzurri con 10"13 ora è Ceccarelli. E' vero che non si può sempre vincere e che oggi anche l'atletica funziona come il tennis: ogni campione ha il suo team dedicato e si gestisce per conto suo, ma il fatto che nessuno conosca la sua programmazione, che fino all'ultimo le sue partecipazioni siano un rebus, che ogni volta ci sia un punto interrogativo (corre? non corre?), che ormai all'estero nessuno lo prenda in considerazione, giusto un titoletto ("Jacobs piano") è sintomo di qualcosa che non va. Jacobs nel mondo è sempre più invisibile. Quasi fosse una meteora che ha attraversato il cielo per caso. E' un peccato.
La rinuncia alla staffetta
Lo stesso Noah Lyles che ha vinto a Parigi (9"97) non lo ha citato, limitandosi a parlare con entusiasmo del keniano Omanyala. Quasi Jacobs fosse un vento del passato. Nessuno lo ha mai visto gareggiare in Africa, in Asia (post-Tokyo), in Australia, nelle Americhe (tranne una batteria a Eugene). Solo sette gare all'aperto in tutto nel 2021, di cui quattro in Italia. Appena una, disastrosa, quest'anno. E in più la rinuncia alla staffetta 4x100, oro a Tokyo, che sta lottando per avere la qualificazione sicura a Budapest, avendola disertata anche ai mondiali di Eugene e agli europei di Monaco. Si può sapere perché? La correrà forse tra due settimane in Coppa Europa a Chorzow (20-25 giugno). Ma tutto è avvolto nel mistero. Un campione olimpico, anche poliziotto, dovrebbe senza retorica far parte della squadra, non fare sempre squadra a sé. La staffetta nella storia dell'atletica l'hanno corsa tutti, campioni molto più impegnati (in gare) di Jacobs: da Owens a Lewis a Bolt. C'è una ragione per cui lui non può? Magari sì, attendiamo spiegazione. E speriamo che lunedì ci sia un incontro tra la federazione e il team Jacobs per cercare di velocizzare la corsa verso i mondiali di un campione che può ancora illuminare lo sprint.