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Linda Cerruti: “Il nuoto artistico ad Auschwitz: stavo per mettermi a piangere”

Linda Cerruti (a sinistra) e Lucrezia Ruggiero durante i preliminari del Duet all'Aquatics Centre di Oswiecim

 (reuters)
Via in Polonia agli European Games, a cui partecipano 48 nazioni in 28 sport. Gare a Oswiecim, che fu sede del campo di sterminio nazista. L’azzurra: “Ho visto i binari, il nostro hotel è di fronte al campo. Non sapevo dove stavamo finendo, dopo le gare la nostra squadra lo visiterà”
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Una piccola Olimpiade, gli European Games partiti ieri. Un orgoglio per la Polonia, popolo di sportivi, non solo praticanti. Un evento dal forte significato politico (esclusi russi e bielorussi), ma anche organizzativo, con gli impianti della provincia di Małopolska pronti ad accogliere 48 nazioni in 28 sport. L’Italia si presenta con 331 atleti (ci sono Gianmarco Tamberi e Irma Testa), a caccia di medaglie e qualificazioni olimpiche per Parigi 2024. Ma se nella rassegna polacca il faro è Cracovia, nella lista delle venues spicca una città che non potrà mai essere disgiunta da una tragica eredità: Oswiecim (in tedesco Auschwitz), sede del nuoto artistico ma anche del campo di sterminio nazista, distante solo 9 minuti dall’Aquatics Centre. Una scelta che sconvolge alcune atlete, tra le quali Linda Cerruti, la nostra regina del “sincro”, che vinse 8 medaglie agli Europei di Roma denunciando 12 uomini per commenti sessisti sulla foto che le celebrava sui social.

Una piccola Olimpiade, gli European Games partiti ieri. Un orgoglio per la Polonia, popolo di sportivi, non solo praticanti. Un evento dal forte significato politico (esclusi russi e bielorussi), ma anche organizzativo, con gli impianti della provincia di Małopolska pronti ad accogliere 48 nazioni in 28 sport. L’Italia si presenta con 331 atleti (ci sono Gianmarco Tamberi e Irma Testa), a caccia di medaglie e qualificazioni olimpiche per Parigi 2024. Ma se nella rassegna polacca il faro è Cracovia, nella lista delle venues spicca una città che non potrà mai essere disgiunta da una tragica eredità: Oswiecim (in tedesco Auschwitz), sede del nuoto artistico ma anche del campo di sterminio nazista, distante solo 9 minuti dall’Aquatics Centre. Una scelta che sconvolge alcune atlete, tra le quali Linda Cerruti, la nostra regina del “sincro”, che vinse 8 medaglie agli Europei di Roma denunciando 12 uomini per commenti sessisti sulla foto che le celebrava sui social.

Linda Cerruti, come si sente in questi giorni?

«Quando siamo arrivate è stato tosto. Il nostro hotel è proprio di fronte al campo di concentramento. Mi stavo per mettere a piangere, quando al nostro arrivo ho visto i binari del treno: è impossibile ignorarli quando guardi oltre il marciapiede».

È questo il panorama che accompagna le vostre giornate?

«Vedi tutto questo passando in pullman, ma certo quando sei dentro l’hotel non vedi più niente, e questo aiuta a entrare nella mentalità della gara. Il circuito hotel-piscina, il ritmo della competizione, sono riuscita un attimo a concentrarmi».

Com’è stata la reazione delle sue compagne?

«Ne abbiamo parlato appena abbiamo visto il campo, e siamo tutte d’accordo: non possiamo non andarci. Quando le gare saranno finite avremo mezza giornata libera, e la vogliamo dedicare a questo. Pensarci adesso è difficile».

Sapeva già da prima dove sarebbe finita?

«Non mi ero preoccupata minimamente di dove fossimo, sapevo solo che si trattava di un paesino polacco, e quando sono arrivata è stato un colpo. Non ci sono nemmeno i miei genitori, che mi seguono sempre, perché la piscina è piccola e i biglietti sono finiti. So che verrà a vederci il presidente del Coni Giovanni Malagò, dopo aver reso omaggio alle vittime di Auschwitz».

Ci sono altre squadre nel vostro hotel?

«Siamo in tante. Il giorno che siamo partite ho capito dove stavamo finendo dalle stories e dalle foto su Instagram di altre atlete. Hanno postato tanto anche le israeliane».

La squadra di Israele all'Aquatics Centre di Oswiecim

 (reuters)

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