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I 100 ostacoli buffi della pesista Boumkwo: “Li ho corsi per aiutare il Belgio ai Giochi Europei”

La belga Jolien Maliga Boumkwo durante 100 ostacoli agli European Games

 (reuters)
La primatista nazionale, dopo l’infortunio di una compagna, ha accettato di presentarsi in una gara non sua finendo a quasi 20 secondi dalla prima: “Molti atleti non volevano correre rischi, mi sono sacrificata: serviva il punto dell’ultimo posto per la classifica”
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Jolien ha due qualità su tutte, come atleta: lancia lontano, il peso o il martello, ed è generosa. Altruista, pronta a mettersi in gioco per gli altri e per la squadra, che in questi giorni ai Giochi Europei è il Belgio. La sua tendenza a non tirare indietro la gamba, nel vero senso della parola, l’ha fatta diventare la protagonista della giornata pur arrivando ultima. Ma non nella pedana delle sue specialità, quanto in una disciplina agli antipodi rispetto alla sua struttura potente da lanciatrice: i 100 ostacoli. Affrontati con impaccio ad ogni barriera, ma sempre col sorriso di chi non pensa solo alla propria immagine.

Ma cosa ha portato Jolien Boumkwo, doppia primatista belga, pesista che venerdì si è piazzata settima scagliando a 16,58 metri, ad affrontare una gara chiusa con quasi 20 secondi di ritardo (32’’81) dalla vincitrice della batteria, la spagnola Errandonea? La formula del torneo a squadre, oltre all’indole disponibile dell’a…

Jolien ha due qualità su tutte, come atleta: lancia lontano, il peso o il martello, ed è generosa. Altruista, pronta a mettersi in gioco per gli altri e per la squadra, che in questi giorni ai Giochi Europei è il Belgio. La sua tendenza a non tirare indietro la gamba, nel vero senso della parola, l’ha fatta diventare la protagonista della giornata pur arrivando ultima. Ma non nella pedana delle sue specialità, quanto in una disciplina agli antipodi rispetto alla sua struttura potente da lanciatrice: i 100 ostacoli. Affrontati con impaccio ad ogni barriera, ma sempre col sorriso di chi non pensa solo alla propria immagine.

Ma cosa ha portato Jolien Boumkwo, doppia primatista belga, pesista che venerdì si è piazzata settima scagliando a 16,58 metri, ad affrontare una gara chiusa con quasi 20 secondi di ritardo (32’’81) dalla vincitrice della batteria, la spagnola Errandonea? La formula del torneo a squadre, oltre all’indole disponibile dell’atleta. In quella che ai tempi di Mennea e Simeoni si chiamava Coppa Europa vince chi accumula più punti, schierando un atleta in ogni gara che vale 16 punti per il primo e 1 per l’ultimo. Il Belgio se la vede brutta dopo la prima giornata, è 13° su 16 squadre con poco vantaggio su chi rischia la retrocessione. Ogni punto conta, non si può disperdere. Nei 100 ostacoli c’è una buona carta, la semifinalista olimpica Anne Zagré, che però si infortuna e non può partecipare. Rapida consultazione tra tecnici ed atlete in grado di prendere il via: quasi tutte non se la sentono, c’è il rischio di farsi male sugli ostacoli alti 83,8 centimetri. A questo punto entra in scena Jolien. Si fa avanti, e per non farsi fraintendere spiega sui social che non si tratta di uno scherzo.

"Molti atleti non volevano correre rischi, quindi mi sono sacrificata” spiega dopo la sua apparizione. “Si trattava solo di ottenere quel punto, sarebbe stato stupido perderlo. Gli ostacoli? Quando ero junior li facevo e fino all'età di 24 anni facevano parte del mio allenamento. Non è stata una mossa sconosciuta per me". Il suo atteggiamento prudente in gara era stato annunciato alla vigilia senza tanti giri di parole: “La prenderò con calma per evitare rischi. Ho anche fatto sapere alla squadra che arriverò in fondo, lo spirito di squadra è buono”. Missione compiuta, Jolien ha mosso la classifica. Dimostrando una volta di più che chi va piano va lontano. E prende punti.

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