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Ginnastica, Anna Basta replica alle accuse di Centofanti: “Allibita dalle sue parole”

L’ex ginnasta della Nazionale di ritmica, che insieme a Nina Corradini aveva denunciato gli abusi psicologici e le umiliazioni a Desio, risponde alle accuse che a sua volta le sono state fatte dall’attuale componente delle Farfalle: “Secondo lei il problema ero io e non il sistema malato. Lo sport cresce e forma, non distrugge”
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Anna Basta non ci sta. L’ex ginnasta della Nazionale di ritmica, che insieme a Nina Corradini aveva denunciato in autunno gli abusi psicologici e le umiliazioni a Desio, risponde alle accuse che a sua volta le sono state fatte da Martina Centofanti, attuale componente delle Farfalle. “Anna provava rancore e invidia. Ha denunciato perché era stata fatta fuori dalla squadra prima delle Olimpiadi”, ha detto Centofanti davanti al Tribunale federale, nel corso della terza udienza del processo sportivo contro Emanuela Maccarani e Olga Tishina, l’allenatrice (ex direttrice tecnica, ora sospesa) e la sua collaboratrice in Nazionale.

Anna Basta: “Allibita da parole Centofanti”

Dichiarazioni che non sono piaciute a Basta, che ha voluto replicare così a Repubblica: “Ho appreso le dichiarazioni di Martina Centofanti durante la deposizione di venerdì 7 luglio nel processo federale. In particolare ho letto che arrecavo dei disguidi molto gravi, in primis con le compagne e poi con le allenatrici, affermando che il mio comportamento creava tantissimi disagi. Addirittura riferisce che non si è mai trovata in difficoltà con altre ragazze come con me.
Insomma ero io il problema, non il sistema malato. Ebbene sono a dir poco allibita per quanto riferito dalla mia ex compagna e mi rammarica e mi dispiace enormemente leggere frasi così denigratorie. Il rapporto con le ginnaste era di amicizia e con la stessa Centofanti di amicizia stretta, tanto che da tutte mi è stato dimostrato un vero e profondo dispiacere nel momento in cui decisi di lasciare (cosa che se fossi stata così tanto problematica non credo avrebbero fatto). Non ho mai attaccato - spiega Anna Basta - né tantomeno denigrato nessuna delle mie ex compagne di squadra, perché il mio scopo è uno solo: migliorare questo sistema. Se su 100 ragazze, anche solo una si ammala o viene portata a stare male allora per me questo è un fallimento. Voglio che tutte le atlete e gli atleti, nel mio dolore e in quello di tante altre persone che si sono esposte, trovino il modo di reagire e di salvarsi da un mondo che molto spesso non li accudisce nella maniera corretta. Lo sport cresce e forma, non distrugge”.

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