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Mondiali atletica, a venti giorni dal via la velocità si interroga sulle regole della falsa partenza

La delusione di Usain Bolt per la squalifica ai Mondiali di Daegu 2011

 
Lo starter avrà più potere discrezionale. Si chiude una pagina di spari, urla e pianti
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Cambia la regola dello scandalo. Quella “suicida” della falsa partenza sui 100 metri. Quella più contestata dagli atleti e che ha messo in scena le più grandi tragedie dello sprint. Urla, pianti, drammi, sit-in di protesta. Si pensava che venisse rivisto e ribassato il limite dei 100 millesimi di secondo (un decimo di secondo), un piccolo cambiamento molto determinante. Erano in tanti a pensare che il tempo di reazione dell’atletica avesse fatto il suo tempo. Quel limite-ghigliottina si basava su una ricerca degli Anni 90 in cui era stato studiato il tempo di risposta totale di otto velocisti maschi finlandesi. Invece la novità è che lo starter avrà più potere discrezionale. Sarà lasciata al giudizio del giudice la valutazione della falsa partenza. Questo sembra di capire da indiscrezioni e da conferme.

L’anno scorso ai Mondiali di Eugene c’è chi gridò allo scandalo e criticò la rigidità del sistema perché l’americano Devon Allen fu squalificato nella finale dei 110 metri ostacoli pe…

Cambia la regola dello scandalo. Quella “suicida” della falsa partenza sui 100 metri. Quella più contestata dagli atleti e che ha messo in scena le più grandi tragedie dello sprint. Urla, pianti, drammi, sit-in di protesta. Si pensava che venisse rivisto e ribassato il limite dei 100 millesimi di secondo (un decimo di secondo), un piccolo cambiamento molto determinante. Erano in tanti a pensare che il tempo di reazione dell’atletica avesse fatto il suo tempo. Quel limite-ghigliottina si basava su una ricerca degli Anni 90 in cui era stato studiato il tempo di risposta totale di otto velocisti maschi finlandesi. Invece la novità è che lo starter avrà più potere discrezionale. Sarà lasciata al giudizio del giudice la valutazione della falsa partenza. Questo sembra di capire da indiscrezioni e da conferme.

L’anno scorso ai Mondiali di Eugene c’è chi gridò allo scandalo e criticò la rigidità del sistema perché l’americano Devon Allen fu squalificato nella finale dei 110 metri ostacoli per aver avuto un tempo di reazione pari a 99 millisecondi, uno in meno del consentito. Aveva sfiorato il limite, come quando la Var ti sanziona per un’unghia. Ti alleni per anni ad essere più veloce degli altri e se scatti sul filo ti buttano fuori con l’accusa che hai rubato il tempo. È lo stesso Sebastian Coe, presidente della World Athletics a confermare la modifica in un incontro-stampa via zoom. "Abbiamo rivisto la regola, quella nuova entrerà in vigore già ai prossimi Mondiali di Budapest. Daremo l’annuncio tra qualche giorno”.

La più grande vittima di questa regola regicida è stato Usain Bolt ai mondiali di Daegu nel 2011. Si fece prendere dalla frenesia, dai nervi, dall’adrenalina, urlò “let’s go” e inciampò nel più grosso errore della sua carriera. Falsa partenza. Un fulmine sbagliato. Poi la disperazione: smorfia di disgusto, maglia scagliata lontano, torso nudo, una serie di “fuck”, mani sulla testa, la corsia numero 5 vuota, il mondo senza parole. Bolt a 25 anni cercava il secondo successo consecutivo, invece niente. Frastornato e deluso anche suo padre Wellesley: “Ho fatto un lungo viaggio in aereo per arrivare in Corea, io non amo volare, e l’hanno squalificato”.

Era la regola che più dava fastidio agli sprinter perché i cento metri si corrono sul filo delle energie nervose. Allo sparo, alla pressione dei muscoli sui blocchi, succedono un’infinità di cose fuori e dentro gli atleti: a dire che i tempi di reazione sotto i cento millesimi di secondo erano possibili e quindi legittimi è stata una ricerca del 2009 commissionata da World Athletics, ritenuta però "non sufficientemente solida”. Il primo atleta famoso per le blitz-start, per i bassi tempi di reazione, fu Armin Hary, velocista della Germania Ovest che nel 1960 vinse i 100 metri alle Olimpiadi di Roma, primo uomo a correre i 100 metri in 10 secondi netti. In tanti mettevano in dubbio la regolarità del suo lampo. La storia dei cento è piena di melodrammi e di scene isteriche da parte degli atleti che non vogliono lasciare la pista e accettare la falsa. L’americano Drummond ai Mondiali di Parigi rimase quasi mezz’ora sui blocchi, coinvolgendo anche il giamaicano Powell (squalificato pure lui), e l’inglese Linford Christie, campione olimpico, ai Giochi di Atlanta nel ’96 rifiutò di lasciare la pista.

Coe ha anche detto che l’esclusione della Russia se non cambia la situazione resta confermata, che Larissa Iapichino può essere il nuovo volto dell’atletica mondiale e che per Marcell Jacobs sarà molto dura correre ai Mondiali avendo partecipato ad un solo meeting in stagione. “Il motore dell’atleta ha bisogno di carburare”.

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