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Boxe: Charly Metonyekpon, dal Benin al tricolore. Stasera live streaming su Repubblica il titolo italiano dei superleggeri

Sul ring di Civitanova Marche, il pugile marchigiano difende la sua corona dall’assalto di Federico Schinina. Live dalle 21.30 sul nostro sito
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Il Benin è uno stato piccolo, come il soprannome che rappresenta i giocatori della nazionale di calcio (in Africa tutti ne hanno uno), gli scoiattoli. E se guardi la carta geografica e vedi che accanto c’è il gigante Nigeria, non sembra certo più grande. La massima celebrità sportiva è addirittura un arbitro, Bonaventure Codjia: fu accolto come un re quando tornò in patria dopo aver diretto alcune gare al mondiale di Germania.

Metonyoekpon sfida Schinina

In un prossimo futuro, il buon Bonaventure potrebbe avere un rivale italiano. Charlemagne, nome decisamente impegnativo, che di cognome fa Metonyekpon, in Benin c’è stato fino a quando aveva 8 anni. Poi è venuto in Italia, ha iniziato a fare il pugilato (“ne avevo 18, è iniziato per gioco ma poi non mi sono fermato più”). Da italiano ha conquistato il tricolore dei superleggeri. Lo difenderà stasera sul ring di Civitanova Marche dall’assalto di Federico Schinina, El Tano, un'altra storia italiana iniziata altrove, a Buenos Aires. Repubblica, proseguendo una ormai consolidata tradizione, trasmetterà live streaming il match a partire dalle 21,30, compreso il sottoclou tra i pesi leggeri Vairo Lenti e Kristian Patko.

La storia di Charly

Una storia di emigrazione, ma senza il retrogusto drammatico di tante altre: “Vivevo in un villaggio vicino Cotonou, la città più importante del Benin. I miei genitori erano in Italia, a Osimo, e io li ho raggiunti. Sono stato con loro prima di trasferirmi a Castelfidardo. Tutto molto semplice”. Charly è un ragazzo che pesa le parole ma non lesina sorrisi. La sua è una boxe che raramente sfocia nel ko: i suoi incontri da professionista, 12, li ha vinti tutti, ma solo quello d’esordio prima del limite. Elegante sul ring come nei gusti: “Il mio idolo è un po’ datato ma intramontabile, Ray Sugar Leonard. Oltre alla grande qualità pugilistica è un personaggio che mi ha sempre affascinato”. Un punto di riferimento immenso, ma Charly tiene i piedi per terra: “Sarebbe facile dire che voglio diventare campione del mondo come lui. Penso però di avere le capacità per poter conquistare un titolo europeo. Intanto per stasera prometto un grande spettacolo”.

L’Europeo sarebbe già un bel salto di qualità, anche economico. Intanto, pur essendo professionista, deve dividersi con il lavoro: “Sono in una ditta artigiana specializzata nella plastica, spesso vado in trasferta. Per fortuna ho una fidanzata che mi capisce e mi sopporta (giù una risata)”. Almeno quando si tratta di combattere però viaggia di meno: “Merito del mio staff che in questo mi agevola molto, spesso ho combattuto nelle Marche”.

Cuori metà italiani, metà africani

Metonyekpon dal Benin al titolo italiano, Sirine Chaarabi dalla Tunisia all’argento mondiale in maglia azzurra, Pamela Malvina Noutcho dal Camerun alla prossima sfida tricolore. Cuori metà italiani, metà africani che impongono delle riflessioni sullo ius soli: “Sarebbe anche ora di crescere tutti insieme”. Dallo ius soli al razzismo: “Qualche episodio da bambino, poi crescendo mai avuto problemi. Diciamo anche che ho fatto in modo che non ce ne fossero, mi sono sempre difeso…”.

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