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Mattia Furlani, la famiglia di sportivi e l'amicizia con Howe: chi è la grande speranza dell'atletica italiana

Mattia Furlani (foto fidal)

Mattia Furlani (foto fidal)

 
Il 18enne reatino, cresciuto con il mito del suo compaesano, ha preferito il salto in lungo a quello in alto (disciplina che fu di papà Marcello) con ottimi risultati, come testimoniato dall'oro agli Europei under 20 di Gerusalemme con una misura super. Un ottimo biglietto da visita in vista degli imminenti Mondiali
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Papà, mamma, fratello e sorella atleti. Cresciuto nella stessa città, Rieti, di Andrew Howe. Tutti segnali che facevano di Mattia Furlani un predestinato dell'atletica italiana. Ma alle etichette e alle parole dovevano corrispondere i fatti. E tra vittorie, medaglie e record, nonostante sia maggiorenne da pochi mesi, Furlani sta confermando tutte le aspettative sul proprio conto. L'ultima impresa è stato l'oro nel salto in lungo agli Europei under 20 di atletica a Gerusalemme con la misura di 8,23, battendo il record dei campionati 8,17 di Vladimir Ochkan che durava dal 1987. Per capire la portata dell’impresa, 8,23 è una misura che sarebbe valsa il bronzo ai Mondiali dei grandi dello scorso anno.

L'atletica nel sangue

L'atletica Mattia ce l'ha nel sangue da quando è nato, il 7 febbraio 2005 a Marino, in provincia di Roma. Era oggettivamente difficile pensare a un futuro lontano da pedane e palestre quando hai tutta una famiglia di sportivi: papà Marcello altista (raggiunse i 2,27 negli anni Ottanta), mamma Khadidiatou Seck velocista senegalese, la sorella Erika altista internazionale e il fratello Luca che ha optato invece per il lungo. E pensare che Mattia da adolescente, mentre dai Castelli Romani si era trasferito a Rieti, aveva inizialmente scelto il basket come sport preferito, influenzato dalla passione per Kobe Bryant. Ma, a proposito di idoli d'infanzia, l'incontro che gli cambia la vita e la carriera è quello con Andrew Howe. D'altronde le similitudini tra i due, sia sportive che geografiche, sono impressionanti.

L'exploit nel 2022

Con buona pace della pallacanestro, Mattia sceglie definitivamente la strada dell'atletica. E fa bene considerando i primi risultati nei campionati nazionali di categoria dove primeggia anche sugli avversari più grandi di età. Nel 2021 per esempio, a soltanto 16 anni, partecipa in Estonia agli Europei under 20 di Tallinn dove chiude settimo. È il preludio all'exploit del 2022 dove, oltre a laurearsi campione italiano under 18 sia nel salto in alto che nel lungo (dove polverizza con 7,87 il record del suo beniamino Howe - 7,61 - che resisteva da 21 anni), vince l'oro in entrambe le discipline agli Europei U18 di Gerusalemme (evidentemente meta fortunata), migliorando il suo record con la misura 8,04.

La scelta del lungo

Il 2023 inizia nel migliore dei modi a Stoccolma, dove segna il record italiano U20 indoor con 7,99. A Savona riesce a toccare addirittura quota 8,44, una misura sensazionale (sarebbe record mondiale) che però viene annullata a causa del vento ritenuto eccessivo rispetto al consentito. Si consola però a giugno al Meeting di Hengelo dove salta 8,24 (stavolta con vento contrario) battendo il primato sempre di Howe di 8,11 del 2004. La strada ormai è tracciata: il futuro di Furlani è la sabbia del salto in lungo. E l'ultimo oro in Israele ne è la prova.

Speranza per Parigi 2024

Più che gli avversari, uno dei nemici di Mattia potrebbe essere l'eccessiva pressione che però, al tempo stesso, è inevitabile considerando la straordinarietà dei suoi risultati. L'oro di Gerusalemme non può essere sinonimo di appagamento considerando che dal 19 al 27 agosto il campioncino azzurro sarà presente ai Mondiali di Budapest. Una delle tappe di avvicinamento ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, dove l'Italia intera si affiderà ai suoi piedi per arricchire il medagliere. Avere i genitori-allenatori e una chioccia come Howe (che nonostante i record polverizzati gli vuole bene come un fratello minore) è una carta d'imbarco più che buona.

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