Se volete un ct, il modello è Herb Brooks, l’uomo del miracolo sul ghiaccio
di Gabriele RomagnoliHerb Brooks nel 1981
Spalletti? Auguri. Mancini? Ma salama (saluto arabo). Rivera? Telefona tra vent’anni. Il modello di allenatore di nazionale è un altro. Lo penso entrando nello stadio che porta il suo nome, Herb Brooks, nel complesso olimpico di Lake Placid. Sono passati 43 anni dal “miracolo sul ghiaccio”, la storia ha virato, ma la leggenda è rimasta lì, sul campo da hockey dove i giovani dilettanti americani batterono lo squadrone sovietico, contro ogni logica se non quella evocata dal telecronista sulla sirena: “Credete nei miracoli? Sì”». Un 4 a 3 in rimonta, la “partita del Novecento” (né Italia-Germania né Argentina-Inghilterra nel calcio ebbero quel peso politico o quella disparità). Gol decisivo del capitano Mike Eruzione, mai professionista, ritiratosi subito dopo. Scelto, come gli altri, da Brooks e da Brooks “educato”, prima che allenato, con frasi a effetto, fatica quotidiana, fede nel “grande momento che nasce da una grande opportunità”.
Ora, ci sono retorica e demagogia in tutto …
Spalletti? Auguri. Mancini? Ma salama (saluto arabo). Rivera? Telefona tra vent’anni. Il modello di allenatore di nazionale è un altro. Lo penso entrando nello stadio che porta il suo nome, Herb Brooks, nel complesso olimpico di Lake Placid. Sono passati 43 anni dal “miracolo sul ghiaccio”, la storia ha virato, ma la leggenda è rimasta lì, sul campo da hockey dove i giovani dilettanti americani batterono lo squadrone sovietico, contro ogni logica se non quella evocata dal telecronista sulla sirena: “Credete nei miracoli? Sì”». Un 4 a 3 in rimonta, la “partita del Novecento” (né Italia-Germania né Argentina-Inghilterra nel calcio ebbero quel peso politico o quella disparità). Gol decisivo del capitano Mike Eruzione, mai professionista, ritiratosi subito dopo. Scelto, come gli altri, da Brooks e da Brooks “educato”, prima che allenato, con frasi a effetto, fatica quotidiana, fede nel “grande momento che nasce da una grande opportunità”.
Ora, ci sono retorica e demagogia in tutto questo, ma 43 anni dopo c’è bisogno di respirare al largo da ingaggi sauditi, clausole vessatorie, bonus, mezze verità, benefit da straviziati. Nella classifica dei guadagni prodotti dall’hockey volete sapere a che posto si trova l’allenatore del miracolo? Numero 3649. E quanto si è messo in tasca? Poco più di un milione di dollari, di fine secolo scorso. Al cambio attuale, calcolati intorno ai 300 mila. Diceva Brooks: “Servono giocatori per i quali il nome sul davanti della maglia sia più importante di quello sul retro”. Tornò alla nazionale nel 2002, all’Olimpiade di Salt Lake City. Prese lo stesso branco arrivato ottavo 4 anni prima e lo condusse all’argento: un mezzo miracolo.
La squadra degli Stati Uniti festeggia l'oro olimpico di Lake Placid 1980
L’anno seguente si addormentò al volante e andò a vedere che cosa c’era dopo il terzo tempo della vita. Mike Eruzione vive in Wisconsin. Pochi giorni fa è venuto a Lake Placid con i nipoti e ha aperto un negozio di articoli sportivi “nostalgici”. Molti americani arrivano qui in pellegrinaggio per ricordare a sé stessi quella sensazione di possibilità o per spiegarla a generazioni che l’hanno soltanto vista in un film Disney. Non ci sono più i sovietici, c’è un’altra storia, più contorta da decifrare. Nel 2020 Eruzione e compagni accettarono di posare con Trump, senza rendersi conto che stavano facendo politica, come accade loro da 43 anni. Mancava e manca la guida di Brooks. Che cosa ne è rimasto? La partita appena giocata nella sua arena tra Usa e Canada finisce. Quando alzo gli occhi al tabellone, lo leggo sotto il suo nome, come un messaggio, ancora e sempre: 4 a 3.