Dopo Netflix, il Grande Fratello. La battaglia mediatica di Alex Schwazer per poter tornare alle gare e partecipare alle Olimpiadi di Parigi si arricchisce di un nuovo scenario. Dalla docuserie che ricostruisce la sua seconda controversa squalifica di otto anni, al racconto di se stesso e della sua vicenda di fronte al pubblico di Mediaset. Obiettivo: ampliare la platea di chi lo sostiene, facendo pressione sulle autorità sportive per ottenere la riduzione di pena, di cui è convinto di avere diritto dopo aver collaborato con la giustizia sportiva. La conferma della sua partecipazione nello show che riparte l’11 settembre è arrivata dal conduttore Alfonso Signorini in un video postato sui social da Cortina.
La docuserie Netflix sul caso Schwazer. Donati: "Nessuno manipoli i test antidoping degli atleti"
Schwazer, Grande Fratello e allenamento
All'ex marciatore azzurro è stato garantito che potrà continuare ad allenarsi ogni giorno durante il soggiorno nella casa-studio televisivo a Cinecittà, seguendo i ritmi della preparazione che lui continua ad affrontare assistito dal suo mentore Sandro Donati, storico paladino dell’antidoping in Italia. Il suo lavoro sul tapis roulant, spiegano a Repubblica fonti vicine a Schwazer, è paragonabile a quello degli altri marciatori durante gli inverni che precedono i grandi eventi. Come un’Olimpiade.
La squalifica di Alex Schwazer
La squalifica al campione olimpico della 50 km di Pechino 2008 fu inflitta per recidiva al doping nell'agosto del 2016, durante i Giochi di Rio de Janeiro, e si esaurirà il 7 luglio 2024: pochi giorni dopo l’ultima scadenza per qualificarsi a Parigi. Il caso della sua seconda controversa squalifica ha generato processi e sentenze, oltre alla docuserie di Netflix “Il caso Alex Schwazer”. Il controllo che portò alla squalifica che effettuato il 1° gennaio 2016 fu eseguito in condizioni irregolari, col laboratorio di Colonia chiuso e il campione di urina lasciato incustodito per 15 ore. La prima analisi stabilì la negatività, ma un successivo riesame scoprì tracce minime di testosterone. Nel febbraio del 2021 il gip del Tribunale di Bolzano Walter Pelino dispose l’archiviazione del procedimento penale a carico del marciatore per “non aver commesso il fatto”, parlando tra l’altro di “campioni di urina alterati allo scopo di farli risultare positivi e dunque di ottenere la squalifica e il discredito dell’atleta, come pure del suo allenatore Sandro Donati”.