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Mondiali atletica, vince la 4x100 trascinata da Jacobs e Tortu: in finale anche le azzurre col record italiano

Roberto Rigali, Lamont Marcell Jacobs, Filippo Tortu e Lorenzo Patta dopo la semifinale di Budapest

Roberto Rigali, Lamont Marcell Jacobs, Filippo Tortu e Lorenzo Patta dopo la semifinale di Budapest

 (reuters)
Rigali, Jacobs, Patta e Tortu primi nella seconda semifinale in 37.65, con la miglior prestazione mondiale dell’anno. Tortu: “Siamo dei fratelli”. Dosso, Kaddari, Bongiorni e Pavese qualificate col 4° tempo assoluto. Jackson e Lyles dominano i 200
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Due anni dopo l’oro di Tokyo, torna protagonista la staffetta 4x100 italiana: Roberto Rigali, Marcell Jacobs, Lorenzo Patta  Filippo Tortu hanno vinto la seconda semifinale, qualificandosi col miglior tempo mondiale dell’anno in 37.65. Battuti Sudafrica, Gran Bretagna, Brasile, ripescato insieme alla Francia.  Fuori i campioni del mondo del Canada. Nella prima semifinale sono passati gli Usa (Coleman, Kerley, Carnes, Smith) in 37.67, la Giamaica (37.68) e il Giappone (37.71). Sabato alle 21.40 la finale che in campo maschile mancava dal Mondiale 2011.

La serata felice delle staffette non si esaurisce con gli uomini: Zaynab Dosso, Dalia Kaddari, Anna Bongiorni e Alessia Pavese (9"98 sul lanciato in ultima frazione) demoliscono il primato italiano correndo in 42.14, piazzandosi terze e qualificandosi col 4° miglior tempo assoluto: una promessa di medaglia anche per le azzurre.

L'emozione di Anna Bongiorni e Alessia Pavese

L'emozione di Anna Bongiorni e Alessia Pavese

 (reuters)

Il ritorno di Jacobs due anni dopo Tokyo

Per Marcell Jacobs era la prima apparizione in staffetta dalla vittoria alle Olimpiadi con 37.50. Infortuni e allenamenti a singhiozzo l’hanno tenuto lontano da un gruppo che lo scorso anno è stato eliminato sia ai Mondiali di Eugene che agli Europei di Monaco. Il rientro però è stato strepitoso: dopo la prima frazione di Rigali in 10.60, il campione olimpico dei 100 ha ritrovato lo slancio che ha faticato a mostrare nei 100 affrontati con una sola gara stagionale nelle gambe. 8.81 nella sua frazione, una prestazione ad altissimo livello superata solo da Kerley (Usa) con l’8.62 nella prima semifinale. A quel punto è partito Patta, che a Tokyo corse in prima frazione ma anche a Budapest non ha concesso spazio a Munyai (Sudafrica), distanziando Efoloko (GB), passando il testimone a Tortu in un emozionante finale che ha ricordato Tokyo, col lombardo lanciato verso il traguardo e il miglior tempo mondiale corso quest’anno da una staffetta.

Tortu taglia per primo il traguardo della semifinale

Tortu taglia per primo il traguardo della semifinale

 

Jacobs: “Tutta l’Italia corre con noi”

"Sono molto contento di come ho corso, c'era un'energia completamente diversa” spiega Jacobs a fine gara. “È una gara di squadra. Tutta la nazione italiana corre insieme a noi e riusciamo a dare non il 100% ma il 200%. Correre con questo tempo ci dà tanta fiducia. Sono contento di riuscire a ritrovare la forma giusta e in finale spero di fare un pochino meglio. Ma questa non è una gara mia, è di tutta la squadra”. Rinato anche Tortu, che era stato eliminato dai 200: “Siamo dei fratelli, non solo noi quattro ma tutti gli altri della squadra. Quando corro per tutti riesco a fare qualcosa in più, oggi ho fatto gli ultimi metri in gestione. Questo risultato ci serve per arrivare più consapevoli domani di poter fare qualche cosa di grande".

Rojas rischia poi vince il quarto mondiale del triplo

La venezuelana Yulimar Rojas ha avuto bisogno del sesto e ultimo salto per vincere il suo quarto titolo mondiale consecutivo nel salto triplo. La detentrice del record mondiale e campionessa olimpica - imbattuta da più di due anni - è entrata nella finale a otto all'ultimo posto, prima di raggiungere i 15.08 metri con cui ha battuto in extremis Maryna Bekh-Romanchuk. Terza la cubana Leyanis Perez Hernandez. Ottava l’azzurra Dariya Derkach con 14.36.

Shericka Jackson e Gabrielle Thomas a fine gara

Shericka Jackson e Gabrielle Thomas a fine gara

 (afp)

200 dominati da Shericka Jackson, bis di Lyles

La giamaicana Shericka Jackson non ha avuto avversarie per confermare il suo titolo dei 200, battendo in 21.41 il record dei campionati e ottenendo la seconda miglior prestazione di tutti i tempi, a 7 centesimi dal record del mondo di Florence Griffith-Joyner (21.34 nel 1988). A quattro decimi la medaglia d’argento, l’americana Gabrielle Thomas (21.81), terza la campionessa dei 100 Sha’Carri Richardson (21.92).

Noah Lyles dopo aver vinto i 200

Noah Lyles dopo aver vinto i 200

 (afp)

Dominio anche nei 200 maschili, il favorito Noah Lyles ha vinto con ampio margine e bissato il successo sui 100 metri. Il 19.52 dell’americano, primo davanti all’altro americano Erriyon Knighton (19.75) e a Letsile Tebogo del Botswana (19.81) non è tuttavia il tempo che ci si poteva aspettare dopo aver visto le condizioni di Lyles nel turni preliminari.

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