L'Italia si conferma protagonista assoluta del subbuteo. Agli Europei degli ECSTFA Table Soccer, disputati durante lo scorso weekend a Gibilterra e a cui hanno partecipato 13 paesi, la nostra Nazionale fatto incetta di medaglie, con ben 9 ori in 12 categorie, tra cui la finalissima Open in cui gli azzurri del ct Marco Lamberti hanno sconfitto in finale il Belgio, esattamente come un anno fa nella rassegna iridata a Roma, che si è arreso 3-2 al Sudden Death (l'equivalente dei tempi supplementari del calcio) grazie ad una prodezza di Luca Battista.
Dagli under 12 agli over 45 c’è tanta Italia
Il video del gol decisivo di Battista, che formava il team azzurro insieme a Saverio Bari, Micael Caviglia, Matteo Ciccarelli, Filippo Cubeta e Claudio La Torre, è diventato immediatamente virale sul web, a dimostrazione di quanto la gente sia appassionato a questo gioco, che nella sua evoluzione è divenuto a tutti gli effetti una disciplina con tanto di Federazione (Fisct). Agli Europei di Gibilterra l'Italia ha fatto la voce grossa in tutte le categorie, conquistando la medaglia d'oro, oltre alla sopracitata Open, anche nella sezione Veteran (dedicata agli over 45), Under 20, Under 16 e Under 12. Un en-plein arricchito dai trionfi individuali di Ferdinando Gasparini (veteran), Mattia Ferrante (u20), Francesco Manfredelli (u16) e David Del Ben (u12).
Un gioco che non passa di moda
Il subbuteo, inventato in Gran Bretagna nel 1947, è arrivato in Italia negli anni '70 diventando presto una moda, quando cellulari e console di gioco non avevano ancora fatto il loro esordio. È difficile, se non impossibile, trovare persone che in quegli anni non abbiano preso parte almeno una volta al gioco dal tradizionale panno verde e le pedine in miniatura, riproducendo le azioni del calcio vero. Il subbuteo, ufficialmente chiamato calcio da tavolo, ha poi inevitabilmente subito alla fine degli anni '90 l'evoluzione tecnologica di Nintendo, Play Station, Xbox e derivati. Eppure, guardando i trionfi della nazionale italiana, è un gioco che sta vivendo una seconda giovinezza e che continua ad appassionare intere generazioni, dai più piccoli fino ai cosiddetti boomer. E chissà che, alla luce di questi ottimi risultati, il prossimo passo non sia il riconoscimento come sport ufficiale da parte del Coni.