Fury-Ngannou, a Riad la boxe diventa spettacolo
di Luigi PanellaTyson Fury e Francis Ngannou
(reuters)Ma sarà una cosa seria? La risposta a questa domanda è la cosa che meno interessa agli arabi, che hanno speso una montagna di quattrini per ospitare l’evento. Domani sera a Riad, il mito delle Mma (le arti marziali miste) Francis Ngannou sfiderà nella boxe il campione del mondo dei pesi massimi Tyson Fury. Potrebbe essere una boutade, ma lo show sta catalizzando l’attenzione mondiale. Fury tra borsa e proventi dalla pay per view (il match live su Dazn anche in Italia) prenderà 50 milioni di dollari, Ngannou più di 10.
The battle of baddest
L’hanno già ribattezzata Battle of baddest. Ma questo tipo di incontro non è un inedito. Floyd Mayweather, forse il più grande pugile dell’ultimo ventennio, nell’agosto del 2017 batté Conor McGregor (anche lui roveniente dalla Mma). A Tokyo nel 1976 Muhammad Ali si confrontò con il wrestler Antonio Inoki: finì pari dopo parecchie fasi grottesche, che però costarono al più grande un lungo ricovero con le gambe distrutte dai calci del giapponese.…
Ma sarà una cosa seria? La risposta a questa domanda è la cosa che meno interessa agli arabi, che hanno speso una montagna di quattrini per ospitare l’evento. Domani sera a Riad, il mito delle Mma (le arti marziali miste) Francis Ngannou sfiderà nella boxe il campione del mondo dei pesi massimi Tyson Fury. Potrebbe essere una boutade, ma lo show sta catalizzando l’attenzione mondiale. Fury tra borsa e proventi dalla pay per view (il match live su Dazn anche in Italia) prenderà 50 milioni di dollari, Ngannou più di 10.
The battle of baddest
L’hanno già ribattezzata Battle of baddest. Ma questo tipo di incontro non è un inedito. Floyd Mayweather, forse il più grande pugile dell’ultimo ventennio, nell’agosto del 2017 batté Conor McGregor (anche lui roveniente dalla Mma). A Tokyo nel 1976 Muhammad Ali si confrontò con il wrestler Antonio Inoki: finì pari dopo parecchie fasi grottesche, che però costarono al più grande un lungo ricovero con le gambe distrutte dai calci del giapponese. Nomi che fanno intuire come per trainare carrozzoni così ci voglia gente di personalità.
L’odissea di Ngannou
Fury, il Gipsy King, il pugile che dopo ogni match dedica sul ring una canzone alla moglie, è un istrione senza regole. Eppure la sua storia tra cadute ed eccessi, dalla depressione alla dipendenza dalla cocaina fino alla forma fisica («Tre mesi fa pesavo 160 kg, ma sul ring sarò una farfalla»), è paradossalmente più lineare. Ngannou se l’è vista peggio. È partito dal Camerun, ha attraversato insieme agli ultimi Niger, Algeria e Marocco animato da quella forza della disperazione di chi vede nell’Europa la fine della povertà. Ha sentito sulla propria pelle e nell’anima il filo spinato dell’enclave di Melilla, ha assaggiato il carcere in Spagna per ingresso illegale. Poi è salito su un autobus per uno di quei viaggi, destinazione Francia, che non sai mai come andranno a finire. La sua volontà è stata più forte di tutto: del dolore di un padre assente («La mia ispirazione al contrario, non volevo diventare come lui»), di una infanzia in una cava di sabbia, di una epatite che, già in età adulta, lo ha costretto ad allevare maiali per pagarsi le medicine. A 22 anni ha deciso di lasciarsi alle spalle tutto, ha rischiato. Il bellissimo film Io capitano somiglia alla sua storia. Francis, fuggito da un centro di accoglienza, in un parcheggio di Parigi, all’11° arrondissement, ci ha dormito davvero. Poi la sorte lo ha accarezzato.
Mike Tyson allenatore di Fury
Per prepararsi a Fury ha scelto come allenatore niente meno che Mike Tyson. Una volta arrivato a Riad, anche Cristiano Ronaldo, ormai di casa a quelle latitudini, ha voluto incontrarlo. CR7, grande appassionato di sport da combattimento, gli ha fatto dono di un orologio da 110 mila dollari. Chi però ha assaggiato realmente le sue doti è stato Guido Vianello, peso massimo romano: "Francis ha il senso della riconoscenza, a Las Vegas ho fatto 4 sedute di sparring alla pari, servivano a entrambi per preparare i rispettivi match. Ma lui mi ha voluto per forza staccare un assegno con una cifra niente male. Fury combatte nel suo sport ed è molto veloce, parte in vantaggio. Ngannou però ha un pugno devastante”. Del resto è stato calcolato che la forza d’urto di Ngannou è paragonabile all’impatto di una Ford Escort lanciata a tutta velocità. Fury sarà anche favorito, ma dovrà fare attenzione ad attraversare la strada.