"Non gareggio finché non verrà fuori la verità su chi mi ha sabotata”, aveva detto a metà ottobre Arianna Fontana, regina dello short track. E dei passi in questo senso sono appena stati compiuti: l’atleta azzurra più medagliata all’Olimpiade (11 podi, di cui due ori), e i due compagni di squadra che ha accusato di averla fatta cadere in un allenamento misto a Courmayeur nel 2019, Tommaso Dotti e Andrea Cassinelli, si sono ritrovati per la prima volta nella stessa stanza. È successo martedì nell’udienza davanti al Tribunale federale che dovrà decidere se prosciogliere o condannare i due atleti per violazione dell’articolo 1 del Regolamento di giustizia (rischiano dalla diffida alla radiazione), alla presenza del Procuratore nazionale del Coni Alessandra Flamminii Minuto (che assisterà a tutte le udienze) e del Procuratore della Federghiaccio Marco Cozzi.
La battaglia di Fontana contro la Federghiaccio
Ma come siamo arrivati a questo punto? La Procura della Federghiaccio aveva archiviato il caso dopo una prima indagine, poi riaperta prima dell’estate grazie alla prova regina presentata da Fontana: una registrazione audio del meeting di squadra del giorno dopo l’allenamento incriminato, in cui Dotti e Cassinelli, poi deferiti, avrebbero ammesso l’intenzionalità del gesto. La registrazione, fatta a titolo difensivo, è stata giudicata ammissibile anche se presentata in un secondo momento: la Procura federale non era al corrente dell’audio e quindi ha fatto riaprire le indagini una volta ottenuta la “prova principe”.
Fontana: “Battaglia contro un ambiente tossico”
Fontana è e sarà presente nel procedimento anche se non potrà essere sentita come testimone. L’interesse primario della campionessa olimpica è ottenere un risarcimento almeno morale in quella che lei definisce una “battaglia di giustizia contro un ambiente tossico". L’udienza è aggiornata a metà gennaio per l’audizione dei testimoni, tra cui il segretario generale Sanfratello, il dt azzurro Gouadec e Cynthia Mascitto, atleta italo-canadese oggi non più tesserata Fisg che sulla qualità dell’ambiente in squadra ha portato una sua testimonianza. La sentenza potrebbe arrivare in primavera.