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Palmisano-Stano, prove di Olimpiadi: secondi nella staffetta mista che debutterà a Parigi. “Bello gareggiare insieme”

Il cambio tra Antonella Palmisano e Massimo Stano (Fidal)

Il cambio tra Antonella Palmisano e Massimo Stano (Fidal)

 

Le due medaglie d’oro di Tokyo hanno provato a Modugno la gara novità vinta dalla Cina. Massimo: “Hanno vinto loro, ma solo oggi”

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Sarà una delle grandi novità delle prossime Olimpiadi. I marciatori non sono entusiasti, molti temono che sia l’inizio del loro ridimensionamento, però intanto bisogna adeguarsi: a Parigi una medaglia d’oro dell’atletica sarà assegnata il 7 agosto nella staffetta mista di marcia. Con squadre di una donna e un uomo, due frazioni a testa sulla distanza di 42,195 chilometri che appartiene alla maratona e non certo alla marcia. Ma se dici marcia in Italia, pensi proprio alle due medaglie d’oro dei Giochi di Tokyo: ed è così che Antonella Palmisano e Massimo Stano hanno gareggiato per la prima volta insieme, classificandosi secondi a Modugno, in provincia di Bari, nella Puglia da cui sono partiti dedicando continui messaggi di appartenenza nei giorni del trionfo a Tokyo. Una gara di alto livello, un test efficace, se è vero che a battere la squadra azzurra per 21 secondi è stata la Cina, rappresentata dalla primatista del mondo della 20 km Yang Jiayu, oro a Londra 2017, e dal finalista olimpico e due volte finalista mondiale Wang Kaihua. In una giornata di forti raffiche di vento è stata proprio Yang a superare Palmisano a sei chilometri dal termine, chiudendo la lunga fase in cui gli azzurri erano stati in testa. Prima dell’epilogo Stano ha affrontato le due frazioni più lunghe, 11,195 e 11 km, mentre Palmisano ha marciato due volte 10 km: per entrambi la possibilità di riposare tre quarti d’ora tra una frazione e l’altra. Terzi gli altri azzurri Francesco Fortunato e Valentina Trapletti.


Antonella: “Contavo molto su Massimo”

"È una specialità strana, mi ci devo ancora abituare, ma ti mette quell’adrenalina in più. Gareggiare insieme ad Antonella è stato bellissimo e penso si sia visto anche dall’abbraccio che ci siamo scambiati alla fine” racconta Stano. “Nella prima frazione ho praticamente passeggiato, sono andato via facilmente. Nel periodo di recupero ero in un’area delimitata in cui potevamo marciare e camminare. Poi negli ultimi cinque chilometri della mia seconda frazione, quando potevo essere più libero di aumentare, ho avuto un po’ di fitte al diaframma e ho perso fluidità. I marciatori cinesi si allenano tutti nel mio gruppo a Ostia con Patrick Parcesepe quindi sapevo che stavano bene. Hanno vinto loro, ma soltanto per oggi”.

“Oggi contavo su Massimo” aggiunge Antonella Palmisano, “ha fatto un ottimo lavoro. È stato stupendo tornare a gareggiare dopo quindici anni nella mia Puglia, per la prima volta da atleta importante. La gara era importante soprattutto per raccogliere dati e per mettere in pratica il protocollo di mobilità passiva che avevamo preparato per il periodo di pausa tra le due frazioni: la sensazione della gamba alla ripartenza della frazione successiva è stata molto positiva". Palmisano e Stano hanno gareggiato con un dispositivo intorno alla coscia per misurare il quantitativo di ossigeno che il quadricipite femorale riesce a catturare: in sostanza quanta “benzina” arriva al muscolo. Fra tre mesi ad Antalya si svolgeranno i Mondiali di marcia a squadre che qualificano 22 staffette su 25. In Puglia è andata così, a Parigi chissà: anche in Giappone erano favoriti i cinesi, poi è andata a finire come è noto.

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